Hanno fatto molto discutere, in questi primi mesi del 2026, le cosiddette ‘tariffe vulcano’ per i parcheggi blu a Como. Si tratta del provvedimento con cui la giunta Rapinese – in alcune limitate zone, per lo più centralissime o turistiche – ha introdotto il costo di 3 euro all’ora per tutte le 24 ore sugli stalli blu (qui la protesta per la pesantissima sanzione alle 4.34 del mattino).
E se questa è l’origine delle prime discussioni, un altro capitolo caldo è quello delle multe prese in queste zone. Cifre altissime, fino a oltre 100 euro per 35 minuti di ritardo sulla scadenza del ticket, poiché gli importi complessivi delle sanzioni sono commisurate, per l’appunto, alla tariffa in vigore.
Dopo aver dato conto delle lettere di stupore e disappunto di chi è incappato in queste maxi multe, oggi riceviamo e pubblichiamo un’opinione opposta (la mail per intervenire è sempre redazionecomozero@gmail.com). Di seguito, il testo.
Personalmente non difendo o critico la giunta Rapinese, ma non capisco lo sfogo della signora, che ha torto. Ormai siamo abituati a lamentarci sempre e comunque per tutto, anche se la ragione non è dalla nostra parte.
L’orario era scaduto? La multa è legittima. Anche a me è capitato di parcheggiare a Como e se non mi sta bene una tariffa, cerco un’altra zona.
Leggo che la signora aveva parcheggiato in Via Brambilla dove è presente la Tariffa Vulcano. Io utilizzo una nota app per pagare le soste e quella zona è coperta da questo servizio. Una volta parcheggiata l’auto, in qualunque parte ci si trovi, basta spostare avanti l’orario di fine sosta nell’app, per evitare di arrivare all’auto in ritardo e prendere una multa, ben più costosa dell’effettivo costo del parcheggio.
Ormai tutti siamo dotati di smartphone che possono veramente esseri utili nelle piccole cose quotidiane, ma evidentemente molte persone preferiscono ancora i ” vecchi metodi”, poi però si lamentano.
Grazie e buona giornata, Gianluigi Colombo