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Lettera amarissima: “Violenze e degrado. L’area del nuovo skate park così è invivibile per ragazzi e famiglie”

A quasi due anni e mezzo dall’inaugurazione, lo skate park di Como presenta i primi problemi. O almeno questo segnala la circostanziata lettera che ospitiamo e che, come ci viene sottolineato, “nasce dall’esperienza diretta di cittadini, famiglie e ragazzi che negli ultimi due anni hanno cercato di utilizzare e vivere questo spazio, nonostante le difficoltà legate al contesto urbano in cui è stato collocato. Oggi la situazione appare ulteriormente peggiorata e merita, a mio avviso, una riflessione pubblica”.

L’obiettivo, tra l’altro, non è soltanto affrontare il caso specifico ma anche toccare la questione più generale sulla “qualità degli spazi pubblici destinati ai giovani e l’attenzione verso i bisogni dei cittadini che vivono quotidianamente il territorio”.

Di seguito, il testo integrale della lettera.

Egregio Sindaco Rapinese,

le scrivo come cittadino di Como per tornare su un tema che, a distanza di oltre due anni dalla realizzazione dello skatepark nell’area adiacente alla stazione di Como Borghi, merita oggi un bilancio serio e trasparente.

Fin dall’inizio non sono mancate perplessità circa la scelta di collocare uno spazio destinato a bambini e ragazzi in una zona già segnata da evidenti criticità in termini di sicurezza, degrado urbano e presidio del territorio. Nonostante ciò, i fruitori dell’impianto — ragazzi, famiglie e appassionati — hanno fatto il possibile per viverlo, animarlo e renderlo uno spazio positivo di aggregazione.

Purtroppo, a distanza di due anni, si deve constatare che molte delle preoccupazioni espresse si sono rivelate fondate. Le difficoltà di utilizzo sono continue; non sono mancati episodi che hanno richiesto segnalazioni, denunce e ripetuti interventi della Polizia Locale. Il contesto in cui lo skatepark è inserito continua a rappresentare un elemento di forte criticità, che scoraggia la frequentazione stabile e serena dell’area, soprattutto da parte delle famiglie.

Negli ultimi mesi la situazione appare ulteriormente peggiorata. L’area versa spesso in condizioni di forte degrado, con rifiuti e persino escrementi nelle zone verdi circostanti. Alcune persone sembrano essersi stabilite stabilmente nell’area, talvolta in condizioni di evidente alterazione, contribuendo ad aumentare la percezione di insicurezza.

Sono stati inoltre segnalati episodi di tensione e violenza tra gruppi presenti nella zona, per i quali è stato necessario richiedere l’intervento delle forze dell’ordine. In almeno un paio di occasioni tali situazioni hanno coinvolto direttamente i ragazzi che stavano utilizzando lo skatepark, arrivando anche a minacce e intimidazioni, con l’uso di bottiglie rotte, per costringerli ad allontanarsi dalle rampe.

Il risultato è evidente: l’impianto non è diventato quel polo sportivo vitale e inclusivo che ci si sarebbe augurati. Molti genitori preferiscono accompagnare i propri figli in altri comuni o in strutture private; i ragazzi più grandi si spostano altrove; a restare sono pochi adolescenti che non hanno alternative, costretti a convivere con una situazione ambientale e sociale che non favorisce né lo sport né l’aggregazione sana.

È legittimo domandarsi se, alla luce dei fatti, non sia opportuno rivedere questa scelta o quantomeno avviare un serio progetto di riqualificazione complessiva dell’area, con interventi strutturali, presidio costante e una visione più ampia delle politiche giovanili.

Como non può limitarsi a interventi simbolici o isolati. Una città che ambisce a essere moderna e attrattiva deve garantire ai propri giovani spazi sicuri, curati e realmente fruibili. Lei Sindaco rappresenta l’intera comunità e sono certa che con la sua grinta vorrà ascoltare, valutare e correggere decisioni che nel tempo si sono dimostrate inefficaci.

Con questa lettera non si intende alimentare polemica, ma chiedere responsabilmente un confronto pubblico e un’assunzione di impegno concreto per restituire dignità e funzionalità a uno spazio che dovrebbe essere dedicato ai ragazzi e non trasformarsi in un problema ulteriore per il quartiere.

Confidando in un Suo riscontro e in un’azione conseguente, porgo distinti saluti.

Claudia Salomoni, cittadina di Como

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