Il Como ha vinto lo scontro Champions contro la Roma ed è volato al quarto posto. Nella notte del Sinigaglia i lariani hanno ribaltato i giallorossi grazie alle reti di Douvikas e Diego Carlos.
Ecco i voti dei ragazzi di Fabregas:
- Butez 6: viene spiazzato dal rigore perfetto di Malen, ma poi non è più impegnato dalle frecce offensive della Roma. Quando non fa il portiere, diventa un difensore aggiunto cercando di creare superiorità in avanti con i suoi lanci millimetrici.
- Kempf 5.5: non commette errori da matita blu, ma appare sempre in apprensione quando Pellegrini e Celik scendono da quel lato. Viene sostituito a fine primo tempo, quando Fabregas decide di mettere in campo Diao e Douvikas.
- Ramon 6.5: schierato inizialmente come braccetto difensivo diventa il vero attaccante del Como inserendosi con continuità in avanti e sfiorando anche il gol con una deviazione di ginocchio. Nella ripresa torna perno della difesa a 4 e tiene a bada prima Malen e poi Vaz.
- Diego Carlos 6.5: a corrente alternata in fase difensiva: causa il rigore su El Shaarawy, legge male un altro paio di situazioni, ma sventa una ripartenza pericolosissima condotta da Malen. Nel finale, però, diventa l’eroe della serata scaraventando in porta la respinta corta di Svilar e regalando i tre punti ai suoi.
- Smolcic 6.5: anche lui è molto mobile sulla fascia di destra e il Como sviluppa spesso dalla sua parte. Entra anche nell’azione del gol del 2-1 grazie al suo destro in porta che Svilar respinge corto.
- Alex Valle 7: fa le due fasi molto bene. Quando la Roma non riesce più a ribaltare il fronte, si propone con costanza in avanti trovando anche l’assist per Douvikas con una super imbucata mancina.
- Sergi Roberto 5: stecca una partita in cui ci si aspettava molto di più da uno della sua esperienza. Dopo pochi minuti sbaglia l’appoggio in area per Diego Carlos e costringe il brasiliano a stendere El Shaarawy in area. Inoltre, si fa stuzzicare troppo facilmente da Cristante e Mancini e perde la calma praticamente subito.
- Da Cunha 7: in assenza di Perrone diventa il tuttofare del centrocampo. Pennella un grande pallone per Ramon sul finire della prima frazione e dà sempre l’impressione di poter creare qualcosa. Nella ripresa sfiora il gol in due occasioni, ma la traversa e un po’ di sfortuna lo fermano sul più bello.
- Baturina 6.5: parte largo a sinistra, ma si accentra spesso soprattutto quando il Como cambia modulo. Trova spesso tracce deliziose in avanti che però i suoi compagni non riescono a buttare in porta. Sempre più fondamentale per Fabregas.
- Nico Paz 6: ha sul suo mancino le chance più nitide del primo tempo, ma prima sbatte su Svilar e poi spara in curva un tiro fattibile per uno del suo talento. Quando torna a fare il trequartista si fa vedere meno in zona gol, ma cuce il gioco con intelligenza. Nel finale Jesus Rodriguez lo rimpiazza.
- Caqueret 6: i suoi inserimenti mettono in difficoltà la linea difensiva della Roma che non lo prende quasi mai. Arrivato in area di rigore, però, spesso si perde nell’ultima giocata non riuscendo mai a trovare il guizzo giusto per far male a Svilar. Abbassato in mediana, si prende un giallo e viene sostituito poco dopo.
- Diao 7: mette in campo uno strapotere fisico e atletico imbarazzante. Strappa con continuità, facendo espellere Wesley e cambiando di fatto la gara. Così in forma, può essere un fattore per il finale di campionato e per la corsa Champions.
- Douvikas 7.5: entra dalla panchina e ha un impatto immediato. Dà peso all’attacco lariano offrendo soluzioni che nel primo tempo il Como non aveva trovato. Segna il decimo gol del suo campionato sull’assist di Alex Valle e guida la rimonta dei suoi. E’ finalmente arrivata la prima rete in un big match.
- Perrone 6: Fabregas lo getta nella mischia per gli ultimi 20 minuti e lui riesce a velocizzare il giro palla del Como nell’assalto finale.
- Jesus Rodriguez 6.5: svernicia in un paio di situazioni Rensch diventando un’arma in più quando la Roma sembra definitivamente sulle gambe.
- Van Der Brempt S.V.
- Fabregas 7.5: parte con la difesa a tre per giocarsi l’uomo contro uomo, ma poi spariglia le carte in tavola tornando al consueto 4-2-3-1. I cambi di Diao e Douvikas decidono la partita e portano il suo Como al quarto posto. Questa partita è il manifesto della sua idea di gioco.