La seconda partita casalinga del Como in Champions League è un altro capolavoro. I lariani passeggiano sul gigante Manchester United, battono 4-1 i Red Devils, rifilandogli una gigantesca umiliazione. La prestazione perfetta non esiste, ma quella dei ragazzi di Fabregas ci si avvicina notevolmente.
- Sulle sensazioni della partita:
“E’ una bellissima sensazione, come quella che mi dà di ogni vittoria. Dopo qualsiasi successo godo sempre 5 minuti, ma dopo guardo avanti. Sappiamo la storia della nostra società e di quanto ha sofferto negli ultimi anni e quindi speriamo di aver reso orgoglioso tutto questo popolo. Non ci sono emozioni fuori dal normale e non c’è tempo di festeggiare: dobbiamo subito pensare al Sassuolo che è una grande squadra”.
- Su Da Cunha:
“Lucas ha fatto una grande partita come tutti i ragazzi. Oggi avevamo solo 15 giocatori a disposizione ed eravamo corti in diversi ruoli. Lui si è adattato bene e ha fatto un ottima prestazione”.
- Sul percorso della squadra e sulle possibilità di andare avanti in Champions League:
“La nostra sfida è provare a giocare tutte le partita su questo livello, ma sono sincero: non so quanto possiamo andare avanti. Oggi eravamo solo in 15, da domani avremo a disposizione più giocatori: ora dobbiamo pensare al Sassuolo che sono sicuro ci renderà la vita durissima. Noi dobbiamo solo mantenere i piedi per terra, continuare a lavorare: questa partita non cambia nulla nel nostro percorso. Battere il Manchester United ti può fare cambiare dimensione, ma non deve essere il nostro caso. Noi ci alleniamo per fare in modo che tutti i giocatori possano rendere al massimo quando vengono chiamati in causa, solo così possiamo essere competitivi in ogni partita giocando tante gare dure molto ravvicinate”.
- Sull’immagine a fine partita:
“I ragazzi mi hanno fatto godere, ma non solo per il risultato. Oggi hanno giocato come piace a me vedere la mia squadra: hanno messo in campo fame, voglia e grinta attuando una pressione feroce. Vedere questi ragazzi giovanissimi giocare così mi dà la forza di continuare: loro sono la mia e la nostra forza”.
- Sulle emozioni della partita:
“E’ stato più emozionante giocare contro il Manchester da calciatore perché giocare a calcio è la cosa più bella del mondo. Dico sempre ai miei ragazzi di godersi il momento e di cercare di fare la carriera migliore possibile perché il tempo passa veloce e non devono avere rimpianti guardando indietro”.
- Sulle sue idee e sulla crescita della squadra:
“Quello che facciamo vedere è un modello di gioco in cui io credo. Noi lavoriamo ogni giorno per giocare un tipo di calcio che cerca di mettere in risalto tutti i giocatori. Io non guardo il fisico, ma solo la mentalità e il talento: è lì che sta tutta la nostra forza. Bisogna avere testa, mentalità e concentrazione giusta per giocare un determinato tipo di calcio e magari ci vogliono anni per esprimerlo al massimo. Oggi l’allenatore è tanto penalizzato perché ha sempre meno tempo per lavorare: gli si chiede subito il risultato ed è diventato difficile avere tempo a disposizione per lavorare e sviluppare il proprio progetto”.
- Sugli aspetti tattici della partita:
“Tatticamente la squadra ha fatto una buona partita. Mi pento degli ultimi 10 minuti in cui ho detto ai ragazzi di abbassare il ritmo e il gol subito mi ha fatto male perché lo abbiamo subito per colpa mia. I giocatori sono stati bravi a riconoscere gli spazi liberi da attaccare e a mettere in campo tutto quello che avevano dimostrando di avere una grande voglia di vincere. Ora dobbiamo testare il nostro livello nella gara di sabato. Nel complesso è stata una notte speciale, ma, nel recente passato, ce ne sono state tante altre che posso ricordare”.
