Botta e risposta tra segretari cittadini dopo la schiacciante vittoria del No al referendum. Dapprima ieri sera dal Pd è intervenuto Daniele Valsecchi: Referendum e vittoria del No a Como città, Valsecchi: “Bellissimo, ora centrodestra piangina. Questo risultato è del dialogo, ricordiamolo fino al 2027”. Quindi da FdI la replica di Alessandro Nardone: Nardone (FdI) a Valsecchi: “Noi piangina? Parli come Rapinese. Nel 2027 vinceremo a Como e a Roma”
Ora è Valsecchi a controreplicare con un nuovo intervento:
Caro Alessandro, innanzitutto ti ringrazio di darmi così tanta attenzione. Poi mi sarebbe piaciuto confrontarmi con te e analizzare assieme il risultato del referendum, le motivazioni dello stesso e le possibili conseguenze sullo scenario politico con il rispetto usuale che abbiamo tra noi e sono convinto che avremo l’occasione di farlo presto. Ma vedo che tu, in questo caso, vuoi metterla in polemica attaccandoti a una parola tra le mille usate nei commenti post voto.

E quindi ti rispondo volentieri. Ho usato un termine provocatorio? Ho voluto dare un segnale? Certamente sì. Avrei potuto usare altri termini? Sì. Ad esempio avrei potuto usare rosicare, avrei potuto usare lamentazione o, se vuoi che diventi più serio, mancanza di accettazione della volontà popolare. Sai, da quando sono cominciati a uscire i primi exit poll ieri pomeriggio e fino a tarda sera ho sentito davvero tanti, troppi esponenti del centro-destra locale, non tutti onor del vero. Qualcuno ha avuto un approccio serio e responsabile e lo ringrazio.

Ma tanti gli ho sentiti lamentarsi del voto dei cittadini, provare di impaurire, a svalutare la scelta dell’urla, parlare di vittoria della paura, per dirle in un altro modo giudicare infastiditi il voto degli elettori. Beh, caro collega segretario cittadino, il voto non si giudica, si rispetta. Sai cosa mi piacerebbe aver sentito ieri sera? Mi sarebbe piaciuto sentire nei commenti di ieri delle frasi diverse che avete ad esempio compreso che la Costituzione non ne si modifica a colpi di accetta, che avete capito che la giustizia è un tema serio da affrontare il più possibile in maniera condivisa, che i cittadini sia di tutta Italia che di Como hanno dato una risposta chiara e che vi impegnerete ad agire di conseguenza.
E magari anche che vi scusate con i tanti fuori sede giovani a cui avete impedito o cercato di impedire di agire il proprio diritto di voto. Invece devo dirti che ho sentito commenti di tutt’altro genere che mi sono sentito in dovere di stigmatizzare. Perché io credo nell’intelligenza degli elettori, nella capacità di scelta degli elettori, in ogni situazione, quando sono d’accordo con me e quando non sono d’accordo con me.
Ti aggiungo anche una cosa. Aggiungo anche che non si può continuare a lamentarsi e chiedere in continuazione dialogo, concertazione, ascolto, rispetto, tutti aspetti su cui sono completamente d’accordo, nella politica locale e poi invece cercare di agire in tutt’altro modo nella politica nazionale, bypassando tutto questo con arroganza, cercando soluzioni di forza, salvo poi indispettirsi e lamentosi quando i cittadini ti rispondono no. Questa è incoerenza.
Sempre a disposizione. Non vedo l’ora di tornare a parlare di politica locale senza polemiche e con serietà. Un abbraccio.