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Addio a Lanfredo Castelletti: Como perde un maestro gentiluomo, faro per la cultura e per i musei

Como perde una delle sue figure più colte, sensibili e profonde. Una di quelle presenze rare che non si limitano a custodire la cultura, ma la fanno crescere, la nutrono, la rendono viva e condivisa.

E’ infatti mancato oggi, a 83 anni, Lanfredo Castelletti e Como con lui perde non solo uno studioso di fama internazionale, ma un maestro autentico, un punto di riferimento umano e intellettuale per generazioni di studiosi, collaboratori e allievi.

Nato a Lecco nel 1942, dopo la Laurea in Scienze Naturali era stato ricercatore presso l’Università di Colonia fino alla nomina, nel 1980, a direttore dei Musei Civici di Como e Capo Area del settore Cultura di Palazzo Cernezzi, incarichi che ha rivestito fino alla pensione, nel 2009.

Archeologo, archeobiologo, studioso rigoroso e innovatore, nel 1983 fondò presso il Museo Archeologico Paolo Giovio il Laboratorio di Archeobiologia, un centro di ricerca pionieristico dedicato allo studio dei resti botanici, animali e umani provenienti dagli scavi archeologici, contribuendo in modo determinante alla ricostruzione dei paesaggi e dei sistemi ambientali dalla Preistoria al Medioevo.

Fu anche direttore del Museo Archeologico del Barro, docente universitario e tra i fondatori del corso di Laurea in Scienze dei Beni e delle Attività Culturali all’Università dell’Insubria. Autore di oltre duecento pubblicazioni scientifiche, il suo contributo alla ricerca archeologica e archeobiologica è riconosciuto ben oltre i confini del nostro territorio.

Eppure, ridurre il “dottor Castelletti” — come tutti lo chiamavano, con rispetto e affetto — al suo straordinario curriculum sarebbe limitante. Perché Castelletti è stato molto più di un direttore, molto più di uno studioso. È stato un maestro. Un uomo capace di trasmettere passione e curiosità con naturalezza, di accogliere con la stessa attenzione il bambino alla sua prima visita al museo e il ricercatore impegnato in studi complessi. Credeva profondamente che la cultura dovesse essere accessibile, condivisa, amata e, per questo, aveva dedicato energie inesauribili alla didattica, alla divulgazione, al dialogo.

Chi ha avuto il privilegio di lavorare al suo fianco ricorda la sua gentilezza, la sua disponibilità, la sua capacità di ascolto propria di chi non cerca riconoscimenti, ma risultati, un maestro vero, di quelli che insegnano non solo con le parole, ma con l’esempio quotidiano, con la coerenza, con l’entusiasmo mai venuto meno.

Nel 2022, in occasione dei suoi ottant’anni, la Società Archeologica Comense gli aveva dedicato una raccolta di contributi di diversi studiosi, voluta da alcuni colleghi, allievi e collaboratori. Ed è lì che, forse, si trova la sintesi più autentica della sua eredità: “Tutti noi siamo stati influenzati dalla sua personalità, stimolati dal suo intuito, dalle sue idee spesso geniali e sempre all’avanguardia – si legge infatti – siamo stati condizionati dal suo modo di lavorare e da lui abbiamo avuto un indiscusso imprinting. Suoi allievi, suoi discepoli o solo collaboratori, tutti abbiamo ricevuto un insegnamento e, grazie a lu,i cambiato le nostre vite”.

È questo, forse, il segno più grande che un uomo possa lasciare: non solo ciò che ha fatto, ma ciò che ha acceso negli altri.

Como oggi lo saluta con gratitudine e commozione. Ma il suo insegnamento, il suo esempio, la sua visione continueranno a vivere nelle istituzioni che ha costruito, negli studi che ha ispirato e nelle persone che ha formato. I funerali si svolgeranno alle 15 di sabato 7 marzo in Sant’Agata a Como, con Rosario dalle ore 14.30.

E’ arrivata poi una nota con il cordoglio dell’amministrazione comunale:

È mancato oggi Lanfredo Castelletti, a lungo direttore dei Musei Civici di Como. “Con estremo cordoglio apprendiamo della scomparsa del dott. Castelletti, storico direttore dei Musei Civici. Fu il primo a segnalare la necessità di una maggiore valorizzazione dei musei. Como da oggi è più povera” afferma Alessandro Rapinese, sindaco di Como. “Ero molto affezionato al dott. Castelletti. In tanti anni ha accompagnato generazioni di comaschi e di ricercatori universitari con cura e con passione, alla scoperta del nostro patrimonio storico e archeologico. I musei di piazza Medaglie d’Oro erano più di un posto di lavoro, erano una vera e propria casa. Mancherà tantissimo la sua presenza all’interno della vita culturale e museale cittadina” afferma Enrico Colombo, assessore alla Cultura del Comune di Como.

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