In un tempo in cui dei ragazzi si racconta spesso solo la distanza, gli smartphone sempre in mano, i video da condividere e la vita osservata da dietro uno schermo più che vissuta, a volte la realtà sorprende con una semplicità disarmante e invita a riflettere su etichette che, troppo spesso, non corrispondono alla realtà. È quello che è successo nei giorni scorsi in via Castelnuovo, a Como dove una donna è caduta nel torrente Cosia e mentre attorno si radunavano persone, qualcuno chiamava i soccorsi e qualcun altro filmava la scena con il telefono, l’unico a scendere nel letto del torrente per aiutarla è stato un ragazzo di quindici anni.
Questo giovane “eroe” – perché ormai non girarsi dall’altra parte o limitarsi a un reel, preferendo agire invece che apparire, è quasi un atto di eroismo – si chiama Francesco Mascetti, frequenta il secondo anno di Istituto Alberghiero all’Enaip di via Dante a Como e, quando racconta quello che è successo, lo fa con una naturalezza quasi disarmante. Nessun tono da eroe, nessuna ricerca di attenzione. Parla con semplicità, con il benestare dei suoi genitori che hanno scelto di restare in disparte lasciando a lui il racconto di quanto accaduto limitandosi a dire una cosa soltanto: “Siamo molto orgogliosi di lui”.

La scena si svolge in pochi istanti: una donna oltrepassa la ringhiera all’altezza del ponte pedonale e cade dall’argine nel letto del torrente Cosia, restando riversa nell’acqua. “Ero uscito da scuola e stavo tornando verso casa quando ho visto alcune auto accostate con le quattro frecce accese e ho capito che era successo qualcosa – racconta – allora mi sono avvicinato a guardare e ho visto una signora riversa nell’acqua del torrente, con le gambe in una posizione strana che a prima vista sembravano rotte”.
E mentre qualcuno è già al telefono con i soccorsi, c’è chi osserva e chi, come sempre più spesso accade in questi casi, tira fuori il telefono e inizia a fare un video. Ma non Francesco, che trova il modo di scendere nel letto del torrente e raggiungere la donna senza preoccuparsi di correre a sua volta il rischio di farsi male: “Non ci ho pensato due volte, sono riuscito a calarmi aggrappandomi ai sassi dell’argine e poi mi sono lasciato cadere e sono corso da lei – ricorda – quando sono arrivato ho visto che aveva il volto nell’acqua e la corrente la stava spostando, così le ho girato la testa per farla respirare, l’ho presa in braccio e sono riuscito a portarla sulla riva”.

Mentre chi, al telefono con il 112, riferiva di tenerla sveglia e provare ad aprile la giacca, Francesco ha fatto la cosa più semplice e bella che un essere umano possa fare per un altro in difficoltà: c’è stato. Lì da solo, a quindici anni, accanto a una persona in difficoltà, dolorante e sotto shock ha compiuto il gesto più potente: “Tremavo come una foglia, ma le ho preso la mano e l’ho tenuta tra le mie per rassicurarla e abbiamo parlato finché sono arrivati i soccorsi – ricorda – abbiamo avuto una conversazione molto profonda”.
Parole che solo lui e quella donna conoscono e che resteranno qualcosa di intimo, custodito nel cuore di un ragazzo che ha saputo fare la scelta più coraggiosa e di una persona che, in un momento di difficoltà, ha trovato una mano da stringere. Quando arrivano i soccorsi la donna viene recuperata e affidata alle cure dei sanitari. Poi ognuno riprende la propria strada, i giornali riportano la notizia dell’incidente e anche quella dell’intervento di Francesco. Ma il punto, forse, non è solo quello che è successo. Il punto è chi lo ha fatto: un ragazzo di quindici anni che, davanti a una scena che molti si limitavano ad osservare dall’alto e a riprendere con il telefono, ha scelto di agire.
E in un’epoca in cui delle nuove generazioni si racconta spesso soltanto il rapporto con lo schermo, i social, i video e i like, quella scena nel letto del Cosia dice qualcosa di diverso. Dice che, davanti a qualcuno in difficoltà, un ragazzo non ha tirato fuori il telefono per filmare. Ha semplicemente teso la mano e ha ascoltato. E in quei pochi minuti ha ricordato a tutti che il coraggio, quello vero, non ha età: ha solo cuore.
