Si susseguono le reazioni alla notizia anticipata sulle pagine de La Provincia di Como a firma di Paolo Moretti: La Provincia rivela: “Tufano denunciato, ha distrutto il lunotto dell’auto della ex con una mazza” .
Dopo le dimissioni del consigliere Tufano arrivate ieri sera, ecco che oggi arriva una nota del Pd, a firma Livia Sarda – Vicesegretaria PD Como. Ecco il contenuto:
Nella notte tra sabato e domenica in Viale Varese è intervenuta la Squadra Volante per un episodio che ha come protagonista il Consigliere comunale di Fratelli d’Italia Antonio Tufano, 41 anni.
Secondo quanto riportato dalla stampa, il consigliere avrebbe raggiunto una sua conoscente – con cui in passato avrebbe avuto una frequentazione sentimentale – a bordo della sua Jaguar, dopo un diverbio telefonico. Dal baule avrebbe estratto una mazza da baseball con cui avrebbe sfasciato il lunotto dell’auto della donna, davanti a lei e a due amiche.
La giustificazione fornita agli agenti, sempre secondo quanto riportato dalla stampa: lo avrebbe fatto per impedirle di mettersi alla guida in stato di ebbrezza. Prendiamo atto con ammirazione.
Finalmente una svolta nelle politiche per la sicurezza stradale. Mentre in tutta Europa si usano etilometri, campagne di prevenzione, taxi sociali, a Como Fratelli d’Italia lancia un metodo innovativo, più rapido, più artigianale: la prevenzione a mazzate.
Un metodo rivoluzionario:
Obiettivo: contrasto alla guida in stato di ebbrezza mediante demolizione preventiva del veicolo.
Dotazione: una mazza nel baule della Jaguar.
Ironia a parte, i fatti sono gravi. Gravissimi.
Tufano si è dimesso da consigliere. Altro non poteva fare. Il suo partito ha chiesto finalmente le dimissioni in piena campagna elettorale, quando d’improvviso ci si ricorda dell’etica. Peccato che il personaggio fosse già ampiamente delineato e che fino a ieri andasse benissimo così.
Dopo i ben noti fatti riguardanti l’orecchio amputato a morsi in una lite, ora la mazza da baseball sul lunotto dell’auto di una donna. Un curriculum che parla da solo.
Se davvero la donna aveva bevuto, c’era un gesto solo da fare: chiamare il 112. Non trasformarsi nello sceriffo di Viale Varese.
Se invece la motivazione è un’altra, come il diverbio telefonico e sentimentale riportato dalle cronache lascia supporre, allora siamo oltre: siamo alla violenza di genere usata come strumento di controllo.
E d’altra parte non si possono occultare le imbarazzanti dichiarazioni di altri esponenti del centrodestra sul ruolo delle donne. A tal proposito il centrodestra in questi giorni offre uno spettacolo completo. Tajani che pontifica sulla donna ideale con la gonna più lunga, e poi corre a New York a scusarsi dicendo che è stato frainteso. A Como la versione pratica: se una donna non fa quello che vuoi, prendi la mazza dal baule.
Poi il 25 novembre arriveranno puntuali i post con la panchina rossa, il fiocchetto e la frase fatta sul rispetto. Risparmiateceli.
Livia Sarda – Vicesegretaria PD Como
