Variante Tremezzina
Attualità

Centinaia di firme infuriate nella Valle del Lago di Como: “No a quell’impianto, grandissima paura per ambiente, salute e traffico”

[Foto di copertina: la ex cava Citrini al centro delle prime proteste ora spostatesi sulla seconda ipotesi di impianto]

Torna al centro delle cronache la Valle d’Intelvi per le operazioni connesse al cantiere per la Variante della Tremezzina. Dopo il caso della Cava Citrini (qui le cronache) conclusosi positivamente per i residenti, ecco che scoppia la questione di un impianto di betonaggio (chiamato anche centrale di betonaggio o impianto per calcestruzzo) cioè un sistema industriale utilizzato per stoccare, dosare e mescolare con precisione gli ingredienti necessari alla produzione del calcestruzzo fresco.

Ci scrive una fonte storica di questo giornale e molto informata (e le cui generalità conosciamo e non divulghiamo): “In Valle Intelvi sta scoppiando putiferio, la gente finalmente si è resa conto di cosa sia un impianto di betonaggio! Soprattutto per la durata prevista a progetto di 6 anni, inquinamento acustico e ambientale e traffico che metterà in ginocchio la valle”.

A proposito della Cava Citrini, dialogando con ComoZero, sottolinea: “Eravamo riusciti a sloggiarli dalla prima location della cava Citrini, poi non hanno fatto nulla per tutto questi anni ora stanno preparando un’area all’ingresso di Castiglione”.

Così riceviamo un ampio documento che riportiamo integralmente:

È forte la preoccupazione tra i cittadini della Val d’Intelvi per la proposta di realizzazione di un impianto di betonaggio nel territorio comunale di Castiglione d’Intelvi, con relativo frantoio destinato alla lavorazione delle pietre provenienti dagli scavi.

La mobilitazione sta ricevendo un’ampia e rapida adesione: in soli sei giorni la raccolta firme promossa dalla comunità ha superato quota 750 sottoscrizioni, a conferma della profonda contrarietà rispetto alla scelta di collocare per anni un impianto di questo tipo in una zona abitata, non lontana da scuole, case di riposo e luoghi di interesse culturale, tra cui l’Oratorio della Madonna del Restello.

La protesta non riguarda la Variante della Tremezzina, bensì la localizzazione e le possibili conseguenze dell’impianto previsto. I cittadini evidenziano in particolare alcune criticità.
Impatto ambientale e salute: la presenza di un impianto industriale per la produzione di calcestruzzo e la frantumazione degli inerti solleva preoccupazioni per la qualità dell’aria, a causa delle polveri, per l’inquinamento acustico, il consumo d’acqua e i possibili effetti sul suolo e sulle falde, in un contesto ambientale di pregio.

Viabilità e sicurezza: il previsto passaggio di numerosi mezzi pesanti per il trasporto delle pietre, del calcestruzzo e dell’acqua dal lago rischia di gravare su una viabilità montana già fragile. Strade strette e tortuose, ponticelli, muri di sostegno e sottoservizi datati — acquedotto e fognature — potrebbero non essere adeguati a sopportare un traffico così intenso, con possibili danni alle infrastrutture, traffico e inquinamento, oltre a maggiori rischi per la sicurezza stradale.

Paesaggio, turismo e residenza: un insediamento di tale impatto appare difficilmente compatibile con la tutela del paesaggio, lo sviluppo sostenibile e la vocazione turistica e residenziale di Castiglione d’Intelvi e dell’intera Valle. Si temono conseguenze durature anche sul valore degli immobili e sull’occupazione legata al turismo e ai servizi.
Per garantire trasparenza, aggiornamenti costanti e accesso alle informazioni sul progetto e sulle iniziative in corso, è attivo il portale intelviradar.it. Sul sito è possibile approfondire le ragioni della mobilitazione e trovare le indicazioni per sottoscrivere la petizione.

I cittadini e i promotori della raccolta firme chiedono alle istituzioni e alle amministrazioni competenti, a partire dai Comuni della Valle, un’attenzione immediata: maggiore trasparenza verso la popolazione e un riesame del progetto, nell’interesse dell’ambiente, della salute pubblica e del futuro della Val d’Intelvi. Per questo insistono sull’organizzazione di un assemblea pubblica di confronto con Mario Pozzi, il Sindaco del comune maggiormente impattato e tutti i rappresentanti delle istituzioni coinvolte

© RIPRODUZIONE RISERVATA