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Lombardia, la multinazionale ha deciso: no ai licenziamenti ma stipendio più basso

Una mobilitazione compatta e l’intervento delle istituzioni hanno prodotto una svolta significativa alla Chart VRV di Ornago. L’azienda, che nei giorni scorsi aveva annunciato il licenziamento con effetto immediato di due dipendenti, ha ufficialmente fatto marcia indietro. La decisione drastica era stata inizialmente giustificata da una riorganizzazione interna legata all’esternalizzazione in appalto delle attività di verniciatura.

L’annullamento e il ricollocamento: il ruolo di istituzioni e lavoratori

Il ritiro dei licenziamenti è stato comunicato dai vertici aziendali alla Fiom Cgil e alla RSU al termine di una fase di forte tensione. Il risultato è arrivato dopo gli scioperi indetti dai lavoratori e l’intervento diretto del sindaco di Ornago, Daniel Siccardi, il quale aveva sollecitato il supporto di Regione Lombardia e del Ministero competente.

I due operai non usciranno dal ciclo produttivo, ma verranno ricollocati all’interno dell’azienda. Secondo la sigla sindacale, questo traguardo è il frutto delle iniziative messe in campo dai lavoratori di entrambi i poli produttivi del gruppo: quello di Ornago (dove prestano servizio i dipendenti coinvolti) e quello di Bagnolo Cremasco.

Il nodo della retribuzione: stipendi più bassi dopo l’esternalizzazione

Nonostante il posto di lavoro sia stato salvato, la vertenza resta accesa su un punto critico. L’azienda, che inizialmente sosteneva l’assenza di alternative al licenziamento a causa della soppressione del reparto verniciatura, ha accettato il ricollocamento ma a condizioni economiche peggiorative.

In seguito al cambio di mansione, infatti, i due lavoratori subiranno una riduzione dello stipendio. Una scelta che ha trovato la ferma opposizione della Fiom Cgil, la quale ha ribadito con forza che “le scelte riorganizzative di un’azienda non possono e non devono tradursi in licenziamenti”, né tantomeno in un declassamento retributivo.

La Fiom Cgil ricorre alle vie legali

La battaglia sindacale si sposta ora sul piano del diritto del lavoro. La sigla di categoria ha definito “imprescindibile” il mantenimento della medesima retribuzione per i lavoratori ricollocati. Per contrastare la riduzione salariale imposta da Chart VRV, il sindacato ha annunciato azioni mirate:

“Abbiamo messo a disposizione i nostri studi legali a tutela dei diritti dei due lavoratori”, sottolinea la Fiom Cgil, intenzionata a contestare la legittimità della decurtazione economica davanti alla magistratura del lavoro.

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