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Attualità, Cultura e Spettacolo

Cinema Astra, la riapertura slitta ancora ma: “Lavori a buon punto”. Intanto sono tornate le mitiche poltrone rosse

Vedere le vecchie poltrone di velluto rosso, quelle scomode e durissime di cui mai si sarebbe immaginato di sentire la mancanza in tempi di chaise longue e poggiapiedi (e invece è proprio così), smontate e pronte a essere ripulite è una di quelle cose che fa sicuramente sognare i nostalgici delle serate al Cinema Astra.

Chi, passando in questi giorni in viale Giulio Cesare, ha avuto modo di sbirciare oltre le porte aperte del Cinema Astra avrà infatti notato che nella storica sala comasca è tempo di ultimi ritocchi. Che dopo cinque anni dalla sua chiusura, sia arrivato finalmente il momento di riaccendere i riflettori della storica sala comasca? “I lavori sono a buon punto ma purtroppo non riusciremo ad aprire, come avremmo voluto, per la fine di settembre – spiega Michele Luppi, uno dei soci fondatori di Astra 2021, la società cooperativa che si occuperà della gestione della sala – entro i primi di ottobre verrà installato sul tetto dell’edificio il nuovo impianto di aerazione e verranno ultimati alcuni interventi, poi dovremo aspettare il sopralluogo dei Vigili del Fuoco e dell’Asl, il parere della Commissione prefettizia e la firma di tutti i permessi da parte del Comune”.

Difficile prevedere i tempi della burocrazia ma una cosa è certa: manca poco all’attesissima riapertura dell’Astra. “La cosa che ci fa più piacere è che in tanti, passando davanti alle porte, si affacciano per vedere come procedono i lavori e per chiedere quando riapriremo – racconta – non avendo date certe non sappiamo come sarà l’inaugurazione, ma di certo la prima cosa che faremo sarà ripartire con il cineforum”. E per i comaschi, che in questa mission impossible hanno creduto al punto da contribuire in prima persona con una generosissima raccolta fondi, presto sarà un po’ come tornare a casa, con le vecchie maniglie sulla porta a vetri (“quella sarà nuova però, per ragioni di sicurezza”, precisa Luppi), con una sala rinnovata senza perdere la sua anima e con le sue scomodissime, ma amatissime, poltroncine di velluto rosso.

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