Ormai lo sanno pure i sassi, dopo una lunghissima battaglia tra il Comune di Como e i giostrai, il Luna Park tornerà a Como sabato 5 aprile. Ma c’è una novità, gli esercenti battono cassa per il mancato allestimento delle giostre nel 2024. E chiedono “non meno di 100mila euro”. Non sono noccioline, anzi.
Con ordine. E’ stato il Consiglio di Stato a mettere la parola fine alla faccenda lo scorso 19 marzo, ne parlavamo qui: Caso Luna park, anche il Consiglio di Stato dà ragione ai giostrai di Como. Seguì poi la naturale gioia degli operatori dopo il lunghissimo braccio di ferro giocato sul binario della giustizia amministrativa con il sindaco di Como, Alessandro Rapinese: Il Luna park esulta: “Como ci sei mancata, siamo tornati a casa. Ci saremo tutti”. Il giorno dell’apertura.
Poi, chiaro, quando i piani di Palazzo Cernezzi per la maxi cittadella dello sport a Muggiò diventeranno concreti le cose nell’area ex Piazza d’Armi, compresa tra piscina e palazzetto, fatalmente cambieranno. Per chi si fosse perso qualche puntata, il progetto del Comune è questo: Piscina olimpionica, vasca scoperta, nuovo palazzetto: Como Arena, ecco la rivoluzione dell’acqua da 55 milioni.
Ora però bisogna fare un passetto indietro. Per essere precisi al 26 febbraio scorso, cioè ben prima della decisione finale dei togati amministrativi, quando un documento è stato indirizzato, via Pec, al primo cittadino del capoluogo e al dirigente preposto, Valentino Chiarion e per conoscenza all’avvocatura comunale con i professionisti Andrea Romoli Venturi, Chiara Piatti, Marilisa Ogliaroso e Antonio Tafuri. Sono i legali dei giostrai a scrivere e a sottolineare come “spetta dunque ai nostri assistiti il risarcimento del danno subito con riferimento alla mancata edizione 2024 del Luna Park di Pasqua”.
Il danno viene quantificato chiaramente, si legge: “Ammonta a non meno di 100mila euro tenuto conto del fatturato complessivo del Luna Park pasquale tenutosi in Como nel 2023, salva la maggior somma da determinarsi in sede giudiziale“.
E ancora: “Con la presente, pertanto, i nostri assistiti intimano […] al Comune di Como il pagamento della somma indicata […]. In difetto di pagamento entro e non oltre 45 giorni dal ricevimento della presente ci troveremo costretti ad adire le competenti sedi di giustizia per la tutela dei diritti dei nostri assistiti”. Ora la palla passa al Comune di Como.
Ecco il documento originale di cui siamo venuti in possesso in queste ore (tap o click sulle immagini per ingrandirle):
Poi da sabato i grandi motori saranno avviati e le attrazioni si animeranno e la palla, per il richiesto risarcimento, passa al Cernezzi.