In occasione delle celebrazioni per il 27 gennaio – Giornata della Memoria, l’Istituto Comprensivo Giuseppe Parini di Como ha presentato la rappresentazione artistica “Maschere del Dolore – Il Filo della Memoria”, un’opera corale che unisce musica, danza e recitazione come strumenti di riflessione storica e civile.
Protagonisti dell’evento sono circa 70 alunni e alunne del Progetto Musical della Scuola Secondaria di primo grado, che hanno dato vita a un intenso quadro plastico e coreutico, capace di ripercorrere le tappe del dolore, del sacrificio e della rinascita, restituendo al pubblico una lettura profonda e consapevole della memoria storica.

La rappresentazione si sviluppa attraverso simboli visivi di forte impatto emotivo. L’apertura è affidata all’immagine di una corda, metafora del legame tra passato e presente, ma anche simbolo di prigionia e oppressione: un ponte tra “ieri” e “oggi” che richiama la responsabilità della memoria collettiva. Il gesto dello spogliarsi segna poi la perdita dell’identità individuale, evocando l’imposizione di una vita nuova e disumanizzante.
Al centro del quadro emerge il tema della resistenza e della sopravvivenza, rappresentato da un telo rosso che attraversa la scena: sangue versato e dolore, ma al tempo stesso colore della vita che continua a pulsare e a opporsi all’annientamento.

Il momento conclusivo è affidato alla lettura di una poesia di Primo Levi e alla “Ninna nanna della guerra” di Trilussa, testi di straordinaria attualità che accompagnano il pubblico verso una riflessione finale sul valore e sul prezzo della libertà.
Il finale affida la risposta alle nuove generazioni: gli studenti diventano “testimoni del futuro”, portatori di speranza e consapevolezza, chiamati a custodire e tramandare la memoria affinché le tragedie del passato non si ripetano.

“Maschere del Dolore – Il Filo della Memoria” si configura così come un’opera educativa e artistica di grande valore, in cui la scuola si conferma luogo privilegiato di formazione civica, culturale ed emotiva, capace di contrastare l’oblio, l’odio e ogni forma di sopraffazione attraverso la forza dell’espressione collettiva.