Non solo sul costo della benzina si sta riflettendo la guerra in Medio Oriente. Anche nel fondamentale comparto dell’edilizia per l’economia comasca si cominciano a sentire effetti negativi e contraccolpi.
A metterlo nero su bianco è l’associazione di categoria, Ance Como che segnala come “numerose segnalazioni da parte delle imprese di rincari ingiustificati sui materiali da costruzione nel territorio della Provincia di Como serve arginare gli effetti speculativi che le tensioni geopolitiche stanno creando sui prezzi”. Un vero e proprio allarme, con il richiamo alle istituzioni e al governo sul fatto che “intervenire solo su carburanti e bollette non basta: serve misura ad hoc anche per i materiali non soggetti alle accise”.
“Già dalla scorsa settimana, e in aumento nelle ultime ore, stiamo ricevendo segnalazioni da parte delle nostre imprese di rincari dei materiali da costruzione, non solo derivati petrolchimici come il bitume, ma anche altri come l’acciaio e con aumenti dei costi di trasporto – spiega il presidente di Ance Como Eugenio Rizzuti – Purtroppo gli effetti delle tensioni geopolitiche sulle materie prime sono già pesanti e riguardano tutta la filiera dell’edilizia, che nel territorio di Como è impegnata in uno sforzo importante per portare a termine i lavori del PNRR nei tempi previsti”.
Per questo Ance Como segnala che senza un intervento urgente le imprese saranno costrette a sopportare da sole gli effetti della guerra con pesanti conseguenze sulla tenuta del sistema.
Ecco perché – conclude il presidente dell’associazione – “auspichiamo l’adozione di uno strumento per sterilizzare l’aumento del gettito fiscale derivante dall’incremento dei prezzi di tutti i materiali da costruzione che risentono in modo diretto o indiretto della crisi in atto”.