Se è vero che non c’è azione senza reazione, questo vale anche per il caso del giorno: la minaccia di un gruppo di giovani e giovanissimi di mettere la città di Como letteralmente a ferro e fuoco sabato prossimo, 24 ottobre. Un movimento minaccioso, nato via social e via chat (la principale “como 24.10″ con oltre 350 partecipanti) praticamente nelle stesse ore in cui scene apocalittiche di saccheggi e violenze andavano in scena a Milano e in altre città italiane.
Rispetto a questo rischio, la mobilitazione istituzionale è già imponente: da un lato, questura e prefettura hanno acceso i fari sul tam tam che corre online e stanno valutando attendibilità e contromosse sul piano dell’ordine pubblico. Dall’altro, il dibattito politico è già esploso anche a livello nazionale. Fin qui, dunque, ciò che (più o meno) è alla luce del sole. Ma sotto la superficie, ecco la possibile reazione di cui si accennava all’inizio.
Sempre prendendo con le pinze ciò che non è fisicamente e materialmente riscontrabile con dati oggettivi, dal mondo delle chat ne emerge un’altra di tono assolutamente opposto rispetto a quella dei possibili devastatori di Como. Su un gruppo whatsapp già arrivato a circa 400 membri, che come slogan principale ha “Como non si tocca, l’Italia non si tocca” con tanto di emoji con la bandiera italiana e il simbolo del fuoco (o, politicamente, della fiamma), sembra si stia organizzando una sorta di schieramento pronto a scendere in piazza per contrastare i possibili vandalismi. Questo il testo del ‘manifesto’:
COMO NON SI TOCCA. L’ITALIA NON SI TOCCA.
RAGAZZI, ASCOLTATEMI BENE!
È ARRIVATO IL MOMENTO DI DIMOSTRARE QUANTO VALE L’AMORE PER LA NOSTRA CITTÀ!
I nostri nonni, i nostri padri, i nostri antenati hanno passato una vita a lavorare, a sacrificarsi, a spaccarsi la schiena per costruire quello che oggi abbiamo!
HANNO SUDATO SANGUE PER DARCI UN FUTURO!
E NOI DOVREMMO STARE A GUARDARE MENTRE QUALCUNO PENSA DI ARRIVARE QUI, SPACCARE LE VETRINE, SACCHEGGIARE I NEGOZI E DISTRUGGERE I SACRIFICI DI INTERE GENERAZIONI?!
MA STIAMO SCHERZANDO?!
BASTA PAURA! BASTA INDIFFERENZA! BASTA ABBASSARE LA TESTA!
Ricordatevi che questa non è soltanto una città. È CASA NOSTRA! Sono le strade dove siamo cresciuti, dove crescono i nostri figli, dove vivono le persone che amiamo!
E NESSUNO HA IL DIRITTO DI PORTARCI VIA LA NOSTRA TRANQUILLITÀ!
A tutti quelli che fanno parte di questo gruppo voglio dire una cosa:
FUORI IL CORAGGIO! FUORI L’ORGOGLIO! FUORI QUELLA FORZA CHE CI HANNO TRASMESSO I NOSTRI PADRI E I NOSTRI NONNI!
Non dobbiamo essere spettatori indifferenti. Dobbiamo essere una comunità compatta, presente, pronta a proteggere chi è in difficoltà, a sostenere i nostri commercianti e a non lasciare nessuno solo!
Serve una città che non si faccia intimidire e che sappia reagire con coraggio e lucidità.
PERCHÉ COMO NON È TERRA DI CONQUISTA PER CHI VUOLE SEMINARE IL TERRORE!
PER I NOSTRI NONNI CHE HANNO COSTRUITO!
PER I NOSTRI GENITORI CHE HANNO SACRIFICATO!
PER I NOSTRI FIGLI CHE MERITANO UN FUTURO!
PER L’ITALIA CHE AMIAMO!
TESTA ALTA, CUORE FORTE, NESSUNA PAURA!
COMO NON SI PIEGA! COMO NON SI ARRENDE! COMO RESTA UNITA!
Fin qui dunque, le parole. Sul piano concreto, pochissime le informazioni in più su reale consistenza del gruppo, composizione, partecipazione di comaschi o persone di altri territori. Sembra, comunque, che tra le idee ci sia anche quella di presidiare i negozi del centro nelle ore più a rischio di sabato prossimo. Di sicuro c’è che il clima che si respira sul prossimo weekend a Como, almeno online, si fa sempre più pesante.
