Un intervento da 183mila euro per sostituire in alcune scuole cittadine i prati naturali con erba sintetica. E’ quanto si apprende da una determina pubblicata all’Albo Pretorio del Comune di Como: “Manutenzione straordinaria riqualificazione giardini con pavimentazione in erba sintetica scuole e asili nido”.
Gli istituti coinvolti sono la scuola dell’infanzia Gianni Rodari di via Zezio (44.980 euro e del cui giardino avevamo parlato qui), la scuola primaria di via Fiume Corrado e Giulio Venini (28.662 euro), la scuola primaria Cesare Battisti di via XX Settembre (27.272 euro), la scuola secondaria Giacomo Leopardi di Via Brambilla (29.997 euro). Trovate il documento integrale in fondo all’articolo.Anteprima (si apre in una nuova scheda)
Ebbene, sul tema si scaglia duramente Elisabetta Patelli storica esponente comasca e non solo di Europa Verde. Ecco quanto scrive in una Nota:
Giardini scolastici in erba sintetica: “Una scelta sbagliata, rischiosa e senza alternative”
Intervento da 183mila euro coinvolge Rodari, Venini, Battisti e Leopardi. “Superfici bollenti, plastica e meno natura: fermare il progetto”
Como – Trasformare i giardini delle scuole in superfici sintetiche è una scelta che solleva forti criticità e che rischia di avere conseguenze rilevanti sulla salute dei bambini, sull’ambiente e sulla qualità degli spazi educativi.

L’intervento approvato dal Comune di Como, che prevede un investimento complessivo di 183.000 euro per la posa di erba sintetica nei giardini della scuola dell’infanzia “Gianni Rodari” di via Zezio, delle scuole primarie “Corrado e Giulio Venini” di via Fiume e “Cesare Battisti” di via XX Settembre, oltre che della scuola secondaria “G. Leopardi” di via Brambilla
Un intervento formalmente definito come “manutenzione straordinaria”, ma che nei fatti comporta una trasformazione radicale e permanente degli spazi verdi scolastici, sostituendo il prato naturale con materiali artificiali.

Le criticità sono molteplici:
- Il surriscaldamento, è noto che le superfici in erba sintetica, esposte al sole, possono raggiungere temperature fino a 60–80 gradi, rendendo i cortili difficilmente utilizzabili nei mesi più caldi e aumentando il rischio di ustioni, soprattutto per i bambini più piccoli. Studi internazionali, tra cui quelli della Pennsylvania State University e del New York State Department of Environmental Conservation, confermano che queste superfici risultano molto più calde rispetto al prato naturale.
- I materiali. L’erba di plastica viene posata su sottofondo compatto, ha maggiore attrito, provoca abrasioni peggiori rispetto a prato naturale e attutisce meno la caduta . L’erba sintetica poi è composta da polimeri plastici che, con il tempo, possono rilasciare microplastiche. Organismi come la European Chemicals Agency e l’agenzia sanitaria francese ANSES invitano a un approccio prudenziale, in particolare nei contesti frequentati da bambini.
- Il danno ambientale, la sostituzione del prato naturale comporta la perdita delle funzioni ecologiche del suolo: assorbimento della CO₂, regolazione dell’acqua, biodiversità. Le superfici sintetiche, al contrario, contribuiscono alla diffusione di microplastiche, come evidenziato dall’Europa e dalle Nazioni Unite(European Environment Agency e dal United Nations Environment Programme.)
- Le criticità tecniche. Il prato naturale assorbe l’acqua piovana, mentre l’erba sintetica richiede sistemi di drenaggio artificiale, con possibili problemi di ristagno e manutenzione nel tempo e crescita comunque di materiale organico sottostante
- L’aspetto educativo, il contatto con la natura è fondamentale per lo sviluppo dei bambini. Organizzazioni come la World Health Organization e la American Academy of Pediatrics sottolineano l’importanza degli spazi verdi naturali per il benessere fisico e cognitivo. Sostituire il prato con superfici artificiali significa ridurre queste opportunità.
- La valutazione economica- Le superfici sintetiche hanno una durata limitata, generalmente tra 8 e 10 anni, e comportano costi di manutenzione e smaltimento di rifiuto speciale costosi. non è un intervento “una volta e basta” → genera costi futuri. A fronte di ciò, il ribasso d’asta registrato è stato pari allo 0,01%,che e’ risibile, elemento che solleva interrogativi sulla reale competitività della procedura

Nel complesso, si tratta di una scelta sbagliata per la salute dei bambini che appare oltretutto priva di una valutazione comparativa con alternative più sostenibili con le esigenze ambientali del Terzo Millennio.

Per queste ragioni, si chiede di fermare il progetto e avviare un confronto serio e trasparente con scuole, famiglie ed esperti, orientando le decisioni verso soluzioni che garantiscano sicurezza, sostenibilità e qualità degli spazi educativi.
La determina del comune (barra di navigazione in fondo, attendete un istante per il caricamento):
determinazioni_oopp n. 125-2026 gen. 640