Il titolo è già di per sé eloquente: “Asf Autolinee inizi a fare per ciò che è pagata”. E la petizione online lanciata il 22 ottobre sulla piattaforma Change.org inizia a raccogliere adesioni: alle 14.30 di oggi i firmatari erano 193. Il testo è rivolto a Regione Lombardia e vengono elencate le criticità del servizio pubblico degli autobus a Como e provincia. Di seguito il testo, mentre qui è possibile firmare l’appello.
Scriviamo alla presidenza del Consiglio di Regione Lombardia in merito ai disservizi che da molti anni l’azienda di trasporti della provincia di Como ASFautolinee produce nei confronti di chi quotidianamente si trova a utilizzare i bus per recarsi a scuola, al lavoro, a qualsiasi appuntamento o per qualsiasi motivo per cui è lecito e un diritto ottenere un servizio che sia degno di essere definito tale.
I disservizi, che vedono continui ritardi, cancellazioni di corse, bus pieni che saltano le fermate, sono cronicamente in continuo peggioramento e noi passeggeri non abbiamo nessuna alternativa, nessuna comunicazione preventiva sui disservizi e ci troviamo a risolvere questa problematica senza averne la minima responsabilità.
ASF alle nostre contestazioni e segnalazioni continua con risposte di cortesia, le quali non risolvono il disservizio e nella maggior parte dei casi le risposte date dall’ufficio rapporti con il pubblico risultano anche essere incoerenti e prive di concretezza.
Tra queste ASF dichiara di non garantire il servizio, perché se un conducente si ammala ovviamente non si presenta al lavoro.
Non è giusto che ci ritroviamo a pagare un servizio che è in realtà un disservizio, che dobbiamo viaggiare costantemente su bus pieni senza posti a sedere, ad aspettare alla fermata un bus che non passa e che trattandosi di linee extraurbane di medio/lunga percorrenza nel problema ricada esclusivamente su chi paga abbonamenti e biglietti.
Chiediamo un intervento tempestivo di Regione Lombardia, al fine che riporti i responsabili di questa azienda a prendere atto seriamente del problema, che finiscano tramite il loro ufficio rapporti con il pubblico di dare risposte insolventi, di assumersi la responsabilità al fine di terminare con questi innumerevoli disservizi che non sono più sostenibili e tanto meno giustificabili.