Como piange uno dei suoi figli più nobili. Oggi, 7 gennaio 20216, è morto lo scrittore e storico Giorgio Cavalleri all’età di 85 anni. Abbondino d’Oro, la più alta benemerenza della città, insignito nel 2012 e consegnato il 2 febbraio 2013 sotto l’amministrazione del sindaco Mario Lucini (qui il racconto di Ecoinformazioni).
Studioso rigorosissimo della Resistenza, della Seconda guerra mondiale e degli ultimi giorni di Mussolini sul Lago di Como è stato editorialista e collaboratore di testate nazionali di assoluto prestigio. E’ stato anche uno degli studiosi di punta sull’attività di Giuseppe Terragni e del Razionalismo.
Per ricordarlo pubblichiamo un testo diffuso in queste ore dalle Acli di Como a firma del collega Enzo Salvi:
GIORGIO CAVALLERI: LA TRACCIA DI UNA VITA
Giorgio Cavalleri ha lasciato nella giornata del 7 gennaio, a 85 anni, la sua Como, la sua “casa sullo stadio” – come nel titolo di uno scritto aveva voluto descrivere la Novocomum – e la compagnia degli amici di tanto suo impegno pubblico, sociale culturale, nei mondi del cristianesimo sociale.
Era nato nel 1940 in una famiglia della piccola imprenditoria comasca del settore tessile e tessuti con la sede produttiva in Albate e da questo mondo aveva derivato l’interesse per i temi della formazione professionale sino ad essere coinvolto, appena ventenne, nella costituzione del Centro di formazione professionale di Cantù , intitolato, come Ente professionale delle Acli, ad Achille Grandi.
Come in un domino segnato dal destino, e secondato dalla volontà, a lui sarebbe toccato – “Sei il piu giovane..” – accompagnare all’intitolazione Maria Crovato Grandi, vedova del fondatore delle Acli.
Il suo interesse per l’istruzione e la formazione professionale prosegue attivamente tanto che nel 1972 viene chiamato presso l’ENAIP regionale e ne diviene Presidente.
L’interesse prima, la passione poi, per la storia del movimento dei lavoratori cristiani, delle Acli – che non ha mai abbandonato- , e della figura di Grandi sorgono e colgono questa occasione e poi si ampliano verso lo studio della storia tutta: dei territori di Como e del periodo resistenziale.
Nel corso dei decenni i titoli delle sue ricerche volgono sui nomi “del Neri e della Gianna”, sulla figura di un vescovo comasco quale Teresio Ferraroni, sulle vicende del carteggio (scomparso) tra Churchill e Mussolini, sulla realtà albatese, ora narrata in forma di racconto, ora per ricognizione alle sepoltura di giovani militari “nemici” della I guerra mondiale composti in quel cimitero. Molto è edito nelle collane di NodoLibri.
E mentre la professione seguita nell’impresa di famiglia, accade che anche il sindacato – la Cisl nella fattispecie – gli proponga un ruolo regionale per la formazione professionale nel proprio ente formativo, lo IAL.
L’impegno nelle Acli comasche diventa a quel punto piu direttamente politico: più volte nel Consiglio provinciale aclista e nella Presidenza, vicepresidente provinciale, vicepresidente dell’Istituto storico “Achille Grandi “ delle Acli nazionali, Giorgio Cavalleri è un punto di riferimento del Centro culturale “Don Milani” di Como e delle sue attività per il quale determina e realizza linee editoriali e contribuisce a convegni, seminari, corsi teologici.
L’attenzione per la Chiesa e per le figure che ne sono testimoni intreccia interviste a vescovi – per testate quali Famiglia Cristiana, Jesus e Rocca: ancora a Teresio Ferraroni ma anche a Helder Camara – e studi che si intrecciano con la sua passione per il confine verso il mondo slavo (la figura di padre Leopoldo Mandic) e verso il mondo germanico (e di nuovo resistenziale: Dietrich Bonhoeffer: per le Edizioni Paoline.
Dall’incontro tra sguardi al Friuli, terra di Como e passione per il cinema nasce il testo su Alida Valli (Maria Laura Altenburger all’anagrafe) mentre più volte il suo abitare con Elisabetta e con la loro amata figlia Marina nella Novocomum, lo porterà a scrivere di architetture del razionalismo comasco e ad organizzare iniziative di conoscenza di quei monumenti.
Non a caso insignito dell’Abbondino d’oro nel 2012, Giorgio Cavalleri lascia dunque oggi, dopo una malattia che lo ha tormentato a lungo, una città che così diventa più povera ed un mondo culturale ed un’area associativa – le sue Acli, soprattutto – che ne piangono il ricordo. Si è spenta un’intelligenza sociale della storia e una presenza di peso storico nella società.
Renzo Salvi, giornalista, aclista