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Como, questa lettera è un urlo: “Città giungla per i disabili tra incivili e legge del più forte. Consiglieri di maggioranza, risponderete alle vostre coscienze”

Domenico e Michela Cataldo non mollano, anzi. Marito e moglie, ipovedente lui, non vedente totale lei. Sono da sempre in prima linea per la difesa delle disabilità e la denuncia di una città che offre “una gestione totalmente priva della minima attenzione nei confronti del diritto alla mobilità autonoma, e finanche alla sicurezza personale dei cittadini appartenenti alle categorie più fragili”.

Abbiamo lungamente raccontato e sempre sostenuto gli interventi di Domenico e Michela: li trovate tutti qui, tra video, foto e conferenza stampa (nell’ultimo caso accompagnati dall’immensa sensibilità, non discutibile, dell’ex assessore e consigliere comunale, fondatore e anima di Civitas, Bruno Magatti, qui l’episodio specifico).

La conferenza stampa di Cataldo e Magatti era il 27 giugno 2025

Ebbene, la giustissima esasperazione di Domenico e Michela ora si traduce nell’ennesimo tentativo di essere ascoltati e diventa una lettera inviata al sindaco Alessandro Rapinese, al vicesindaco e assessore ai Servizi Sociali Nicoletta Roperto, alla giunta, ai consiglieri di maggioranza e, per conoscenza, al ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli, alla capogruppo Pd in parlamento Chiara Braga, al Garante delle Disabilità e, lateralmente, alle testate giornalistiche locali e nazionali.

LETTERA APERTA

Persistenza situazioni di inaccessibilità nel territorio della città di Como

i sottoscritti Domenico Cataldo (ipovedente) e Michela Barrasso (non vedente), coniugi affetti da disabilità visive, residenti nella città di Como, si rivolgono alle SS.VV, per esprimere il più totale disappunto nei confronti di una gestione totalmente priva della minima attenzione nei confronti del diritto alla mobilità autonoma, e finanche alla sicurezza personale dei cittadini appartenenti alle categorie più fragili, di cui gli scriventi fanno parte. Difatti, il quinquennio caratterizzato dalla gestione di codesto Spett.le gruppo di maggioranza, che si avvia alla sua scadenza naturale, ha rappresentato un vistoso peggioramento della vivibilità degli spazi urbani.

Le barriere architettoniche e percettive, la cui eliminazione è sancita dalla normativa vigente (Legge 28 febbraio 1986, n. 41, art. 32, comma 21 e ss.mm.ii.), hanno subito un ulteriore e sostanziale peggioramento, a causa dell’inerzia dimostrata dall’ente preposto. Permangono infatti, a titolo esemplificativo ma non esaustivo: la presenza di marciapiedi dissestati; la quasi totale assenza di semafori sonori, ancor più indispensabili a causa dell’immissione nel traffico di una sempre crescente quantità di autoveicoli elettrici caratterizzati dalla non udibilità dei rispettivi motori; l’esiziale carenza di criterio, relativo alla posa dei percorsi tattili e dei percorsi protetti, indispensabili punti di riferimento per i privi della vista.

L’aspetto più grave che abbiamo dovuto constatare in qualità di cittadini affetti da disabilità visive, è stato peraltro rappresentato dalle decisioni di bocciare, in sede di Consiglio Comunale, vari emendamenti in cui veniva espressamente richiesto di porre in sicurezza e accessibilità alcuni spazi della città di Como, presso i quali dobbiamo obbligatoriamente transitare. Citiamo a tal proposito:

  • Seduta del 1 luglio 2024: bocciatura di una mozione in cui veniva chiesta la messa in sicurezza del parcheggio di Via al Bassone;
  • Seduta del 20 maggio 2026: bocciatura della mozione per l’implementazione delle misure di accessibilità presso il nuovo “Lungo lago”;
  • Seduta del 1 agosto 2026: mancato inserimento del PeBa nel DUP 2027 – 2029.

Quanto descritto è ulteriormente aggravato dall’inciviltà di numerosi nostri concittadini e non, che forti del loro senso di impunità pongono in essere, chi superficialmente, chi in malafede, atteggiamenti che costituiscono motivo di serio rischio per l’incolumità e la stessa vita di chi, come i sottoscritti, non è nelle condizioni di intercettare visivamente un pericolo prima di imbattervisi. A tal proposito il suolo pubblico si è trasformato in una vera e propria giungla: automobili e mezzi pesanti parcheggiati sulle strisce pedonali e sui marciapiedi, veicoli a due ruote che scorrazzano a gran velocità anche sugli spazi adibiti ai soli pedoni, individui che camminano guardando i cellulari incuranti degli altri passanti, ed altro ancora. Tali atteggiamenti, che codesta Spettabile amministrazione non ha mai provveduto ad arginare, seppur sollecitata a più riprese, sono divenuti consuetudine, sicuramente a causa della maleducazione dei singoli, ma anche per l’assenza della forza pubblica che ha dato modo a detti fenomeni di crescere esponenzialmente ed in maniera incontrollata.

In qualità di cittadini disabili ci sentiamo abbandonati a noi stessi. In svariate occasioni, vostri esponenti di rilievo hanno ripetutamente scomodato i valori dell’inclusione, che tuttavia vengono totalmente affossati in un contesto urbano in cui si sta sempre più affermando la legge del più forte. Se appena usciamo dalla nostra abitazione, percorriamo ogni centimetro di spazio pubblico col timore di incorrere in incidenti anche gravi, a causa di barriere architettoniche e di inciviltà che non abbiamo la possibilità di visualizzare, non potremo mai considerarci pienamente inclusi. Difatti, sempre più di frequente, rinunciamo a raggiungere luoghi di nostro interesse, se non accompagnati, o ci troviamo costretti a studiare percorsi alternativi, seppur più lunghi e farraginosi, pur di evitare vie più brevi, ma di estrema pericolosità.

L’articolo 3 della Costituzione sancisce che è compito dello Stato rimuovere gli ostacoli che impediscono di fatto il pieno sviluppo della persona umana. Una città sempre meno sicura, quale reputiamo sia Como, erige ostacoli sempre più insormontabili, pertanto, la nostra carta costituzionale rimane una chimera, unitamente al fatto che viviamo nella profonda consapevolezza di perdere pezzo per pezzo, la nostra libertà di scelta, dei contesti da frequentare e delle modalità per raggiungerli, e che codesta Amministrazione avrebbe dovuto garantirci senza eccezione alcuna.

Tra pochi mesi saremo chiamati nuovamente a designare, attraverso il voto, i nostri rappresentanti presso il Comune di Como. Ovviamente non siamo in grado di esprimere previsioni. Tuttavia, a prescindere dall’esito delle imminenti elezioni, auspichiamo che un giorno possiate tutti rispondere alle vostre coscienze in merito alle omissioni, nonché ai rifiuti espressi in materia di approvazione delle iniziative di messa in accessibilità degli spazi urbani da voi amministrati.

Distinti saluti

Domenico Cataldo
Michela Barrasso

La missiva completa:

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