Il razionalismo comasco si riappropria di uno dei suoi simboli più preziosi, almeno per mezza giornata. Grazie a un accordo tra gli Assessorati alla Cultura e alle Opere Pubbliche del Comune di Como e il FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano) – dopo la candidatura dell’edificio a “Luogo del Cuore” – riapre al pubblico l’Asilo Sant’Elia, capolavoro di Giuseppe Terragni chiuso dal 2019.

L’appuntamento è fissato per il prossimo 26 febbraio 2026 quando l’Asilo Sant’Elia vivrà un’apertura straordinaria pomeridiana, dalle 1400 alle 17:00, permettendo al pubblico di varcare nuovamente la soglia del gioiello razionalista. La gestione dell’evento sarà affidata alla Delegazione FAI di Como, che curerà le visite guidate su prenotazione attraverso l’impiego di guide specializzate e volontari dedicati all’accoglienza. L’accordo sottoscritto prevede una precisa divisione dei compiti: se il FAI si occuperà della logistica, delle coperture assicurative e della narrazione culturale del bene, il Comune garantirà l’accesso alla struttura, i servizi di pulizia e la necessaria guardiania.
L’iniziativa non rappresenta soltanto un evneto culturale di rilievo, come sempre quando si tratta di questo capolavoro dell’architettura in cerca di una rinascita definitiva. I comaschi – e non soltanto loro – avranno anche l’opportunità per smentire (in senso buono, naturalmente), l’assessore alla Cultura Enrico Colombo che qualche mese fa espresse una sorta di aperta sfiducia circa il reale interesse della città per il destino all’Asilo Sant’Elia (“Como non ha trovato 10 secondi per il capolavoro del Razionalismo, un dato umiliante. E non aggiungo altro“, le sue parole).