Newslab
Attualità

Como, tra polenta e sorrisi riappare la giunta Lucini: tra didascalia e commento dell’Inimmaginabile, c’è di tutto

Questa è una non notizia. Oppure la Notizia Assoluta, si può scegliere in assoluta libertà (magari con un pizzico di ironia, che non guasta mai per non prendersi troppo sul serio). Eppure, anche in quella che in fondo è solo una foto di gruppo, qualche dato politico si nasconde.

Cosa e chi immortali la foto, per chi segue la politica locale, è fin troppo facile da capire al volo: la giunta Lucini al gran completo, quasi 10 anni dopo (il centrosinistra ha governato Como dal 2012 al 2017). E già questa, se si vuole, in tempi in cui le relazioni in genere e le relazioni politiche massimamente durano lo spazio di un post, è a suo modo un dato non trascurabile. Poi c’è chi ha reso disponibile l’immagine (tra l’altro, forse il più attivo tutt’ora nel dibattito civico-politico), ovvero l’ex assessore all’Urbanistica di quell’esecutivo, Lorenzo Spallino.

Il quale Spallino, inutile dirlo, sovente colora di non banale sapidità ciò dice o fa. E questo è il caso.

Prendiamo la didascalia brevissima all’immagine, citazione di Gesualdo Bufalino: “Gli innocenti tornano sempre sul luogo del delitto”. C’è già di tutto. Perché se il concetto si può estendere a tutta la tavolata, è comunque difficile non evocare una più specifica replica letteraria benché vagamente rarefatta all’attuale sindaco Alessandro Rapinese e ai suoi devastanti attacchi condotti nel tempo contro l’ex sindaco Mario Lucini per il caso paratie. Caso da cui, però – ah, dannate variabili rispetto al furore cieco della politica! – alla fine l’ex primo cittadino uscì completamente indenne.

Ma anche sul “luogo del delitto”, c’è qualche granello di pepe. Perché il luogo della tavolata è il Crotto Civiglio e concentrandosi sul toponimo, il cui cartello è stato rigorosamente immortalato, sorge una domanda: sarà una pura casualità il fatto che la frana in quella frazione di Como sia stata una delle spine più dolorose per il sindaco Rapinese? A ognuno la sua congettura, ma si sa: a pensare male si fa peccato, però ecc ecc…

E veniamo alla chiusura col botto (detto pure che a colonna sonora dell’immagine densa di assessori e polenta, Spallino ha scelto “Should i stay or should i go” dei Clash, da cui però decrittare eventuali significati esoterici viene più complicato).

Ebbene, alla vista dei sorrisi di – da sinistra a destra – Silvia Magni, Mario Lucini, Lorenzo Spallino, Luigi Cavadini, Paolo Frisoni, Savina Marelli, Daniela Gerosa, Bruno Magatti e Marcello Iantorno, non si è astenuto da un commento persino colui che precedette questo team al soglio di Palazzo Cernezzi. Sì, proprio lui: l’inimmaginabile (almeno sotto una foto così) Stefano Bruni, il più acerrimo nemico del centrosinistra almeno fino alla Rapi Era.

E cosa ha scritto, l’ancora più ex sindaco? Una carineria lapidaria: “Belli”. Dentro o fuori, ovviamente, non è dato sapersi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA