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Doveva riaprire proprio oggi: dopo 32 mesi in Lombardia la beffa del ponte che (ancora) non c’è

La data segnata sul calendario – dopo era quella del 28 febbraio, giorno previsto per la riapertura del ponte di viale Ludovico il Moro, ma il cantiere resta bloccato. La scadenza, l’ennesima non rispettata dopo la chiusura dell’infrastruttura avvenuta nel luglio 2024 (poi smontata per i lavori di ripristino causa ammaloramenti), ha scatenato la reazione del centrodestra cittadino.

Sabato mattina, i gruppi consiliari di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega si sono riuniti in piazza per una manifestazione di protesta. All’iniziativa ha partecipato anche Gian Marco Centinaio, senatore del Carroccio e vicepresidente del Senato.

La contestazione dei cittadini e dell’opposizione

La protesta non ha visto coinvolti soltanto gli esponenti politici, ma anche numerosi residenti del quartiere di Città Giardino, un’area fortemente penalizzata dai disagi alla viabilità, che oggi dipende esclusivamente dal ponte Ghisoni.

I manifestanti hanno espresso il loro malcontento attraverso cartelli e striscioni. Tra questi, ne è apparso uno satirico rivolto all’assessore ai Lavori Pubblici Alice Moggi, denominato ironicamente “Moggi day”. Il messaggio, oltre a deridere l’attuale situazione, evidenziava lo scetticismo dei cittadini riguardo alle promesse di una rapida conclusione dei lavori. Parallelamente, il gruppo di Fratelli d’Italia ha esposto uno striscione dal contenuto più diretto, chiedendo il termine di quelle che hanno definito bugie sulla gestione dell’opera.

Il Comune di Pavia: ritardi ingiustificati e penali in arrivo

La risposta dell’amministrazione comunale non si è fatta attendere. Già nella serata del 27 febbraio, il Comune aveva diffuso una nota ufficiale per chiarire le motivazioni dell’ennesimo slittamento.

L’ente ha spiegato che, a seguito della richiesta di proroga avanzata dall’impresa appaltatrice, sono stati inviati tecnici sul posto per un sopralluogo urgente. Dalle verifiche è emersa l’impossibilità, da parte della ditta, di rispettare il cronoprogramma contrattuale. Di conseguenza, il Comune di Pavia ha rifiutato ogni ulteriore estensione dei tempi: il termine del 28 febbraio è stato confermato come improrogabile.

Di fronte a tale scenario, l’amministrazione ha ufficializzato l’applicazione delle penalità previste dal Capitolato speciale d’appalto a partire dal primo marzo. Inoltre, il Comune ha annunciato l’intenzione di avviare verifiche interne per accertare se siano stati effettuati tutti i controlli necessari sul regolare avanzamento del cantiere da parte dei soggetti responsabili.

Le dichiarazioni dell’amministrazione

In merito alla situazione, il Comune di Pavia ha ribadito di considerarsi la prima parte lesa in questo contesto. L’ente ha sottolineato di essere pienamente consapevole dei gravi disagi subiti da residenti, commercianti e automobilisti, i quali non possono essere ulteriormente aggravati da ritardi non comunicati tempestivamente.

L’amministrazione ha assicurato che sono state attivate tutte le procedure di tutela e che i cittadini verranno aggiornati solo quando sarà disponibile un cronoprogramma certo e verificato. L’obiettivo prioritario resta la riapertura del ponte in tempi rapidi, garantendo al contempo sicurezza e trasparenza verso l’intera città.

In sintesi: i punti chiave della vicenda

  • Stato del cantiere: lavori fermi e scadenza del 28 febbraio non rispettata.

  • Proteste: manifestazione congiunta di FdI, Forza Italia, Lega e cittadini residenti.

  • Posizione del Comune: nessuna proroga concessa, applicazione delle penali contrattuali da marzo e avvio di verifiche interne sulla vigilanza del cantiere.

  • Prospettive: l’amministrazione attende un nuovo cronoprogramma certificato prima di rilasciare ulteriori promesse sui tempi di riapertura.

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