L’Istat ha reso noti in queste ore i dati territoriali dell’inflazione di gennaio, in base ai quali l’Unione Nazionale Consumatori ha stilato la classifica delle città più care d’Italia, in termini di aumento del costo della vita.
Al primo posto, Cosenza, dove l’inflazione tendenziale pari a +2,6%, di gran lunga la più alta d’Italia, si traduce anche nella maggior spesa aggiuntiva su base annua, equivalente a 506 euro per una famiglia media. Medaglia d’argento per Pistoia che con +1,8% su gennaio 2025, la quarta inflazione più elevata del Paese ex aequo con Macerata, ha un incremento di spesa annuo pari a 487 euro a famiglia. Sul gradino più basso del podio Bolzano, che con +1,4% ha una spesa supplementare pari a 465 euro annui per una famiglia tipo.
Como si piazza al 62esimo posto con un incremento annuo per nucleo famigliare pari a 102 euro, tra i più bassi in Lombardia. E’ invece Lecco a balzare al 12mo posto con un’impennata nel costo della vita di ben 345 euro, preceduto da Mantova a quota 373 euro.
Sull’altro fronte della classifica, la città più virtuosa d’Italia è ancora una volta Campobasso, l’unica ad essere in deflazione: -0,1% e un risparmio pari a 24 euro a famiglia. Al secondo posto sia per inflazione bassa che per spesa, Modena, con una variazione dei prezzi e della spesa nulli. Medaglia di bronzo per Pisa (+0,1%, +27 euro). Al quarto posto della classifica delle città più risparmiose, Brindisi (+0,2%, +39 euro), seguita da Potenza (0,3%, +66 euro), Teramo (+0,3% e +74 euro), al settimo posto Ravenna e Piacenza (+0,3%, +83 euro), poi Sassari (+0,5%, +100 euro). Chiude la top ten delle migliori città, Livorno (+0,4%, +108 euro).