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Miracolo a Milano, la storia incredibile e unica dei falchi e dei loro 33 figli (video)

Il monitoraggio della fauna selvatica nel cuore di Milano registra un nuovo successo riproduttivo. Con la schiusa di due uova avvenuta nel giorno di Pasquetta, sale a 33 il numero complessivo di esemplari nati dal 2014 sulla sommità del palazzo Pirelli. La coppia di falchi pellegrini, ribattezzata Giò e Giulia in omaggio all’architetto Gio Ponti e alla consorte Giulia Vimercati, occupa stabilmente un nido artificiale posto a 125 metri d’altezza. Un Miracolo a Milano, per dirla con De Sica e Zavattini.

La presenza di questi rapaci è costantemente documentata da un sistema di webcam (lo trovate qui), trasformando la nidificazione in un evento mediatico e scientifico. Secondo le ultime rilevazioni, è imminente la nascita di altri due componenti della nidiata.

L’adattamento della fauna selvatica all’ambiente urbano

Individuati inizialmente durante alcuni interventi di manutenzione straordinaria, i falchi hanno eletto la sede del Consiglio regionale della Lombardia a proprio habitat elettivo. Ogni anno, tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo, gli esemplari tornano sul tetto del grattacielo per dare inizio alla cova.

Gianluca Comazzi, assessore al Territorio e Sistemi verdi di Regione Lombardia, ha evidenziato la portata simbolica del fenomeno: “Da anni i falchi pellegrini stazionano sul tetto del Pirellone e la loro cova e i loro pulli sono diventati motivo d’attrazione. È incredibile l’attaccamento e l’affetto anche dei cittadini che seguono in migliaia l’evoluzione e la storia di questi due falchi che tornano ogni anno a Palazzo Pirelli, sede del Consiglio regionale della Lombardia, scelto come loro casa e dove anche quest’anno nasceranno qui i loro pulli. È un evento straordinario che ancora una volta ci racconta come gli animali riescano ad adattarsi anche a un contesto fortemente urbanizzato come quello in cui viviamo. La nascita è un simbolo di speranza, di vita e vedere come questi due animali riescono ad adattarsi ai grattaceli, alla frenesia, ai rumori, dimostra ancora una volta quanto sia più forte il messaggio della vita non solo degli animali. Sono un esempio per tutti noi”.

Dinamiche biologiche e cure parentali

L’analisi tecnica è affidata a Guido Pinoli, ornitologo del progetto Selvatica Milano, iniziativa dedicata alla catalogazione della biodiversità cittadina. L’esperto conferma lo stato di salute della coppia, sottolineando l’esperienza di Giulia, esemplare femmina ormai consolidato nella gestione della prole.

“Giò e Giulia evidentemente stanno molto bene sul grattacielo Pirelli perché dopo tutti questi anni, anche nel 2026 hanno deciso di deporre le uova, covarle e schiuderle, sul Grattacielo Pirelli. Giulia è un esemplare femmina piuttosto anziano, ma molto molto esperta e quindi sa bene come comportarsi coi suoi piccoli. La prima fase dopo la nascita è molto importante per il raggiungimento della termoregolazione, cioè questi piccoli i primi giorni da soli non riuscirebbero a vivere perché non hanno ancora la circolazione adatta per avere la termia giusta nel corpo. Quindi la mamma li accudisce, li scalda e nel frattempo cova. Il cibo per le imboccate invece, lo procura Giò, il maschio. Per circa 42-45 giorni la coppia si organizza perfettamente. Questo è il periodo necessario perché cresca sufficientemente il piumaggio dei pulli che diventeranno cosiddetti giovani e dovranno avere le il piumaggio adatto al volo”.

Monitoraggio e tracciamento scientifico

Per garantire lo studio scientifico della specie e monitorarne gli spostamenti, ogni giovane falco viene sottoposto a inanellamento. L’applicazione di un anello in alluminio con codice identificativo univoco permette il riconoscimento degli individui e la raccolta di dati sulla loro mobilità territoriale.

Le evidenze raccolte indicano che i giovani falchi, dopo una fase iniziale di dispersione lontano dall’area metropolitana, tendono a stabilizzarsi solo dopo aver acquisito piena autonomia selvatica. “I dati in nostro possesso ci dicono che i falchi tendono, nel primo periodo, a muoversi parecchio da Milano, fino a cercare un loro territorio. Solo dopo un po’ di anni, quando si sono adeguatamente abituati alla vita selvatica, torneranno nei dintorni di Milano che resta decisamente attrattiva perché offre anche una quantità di prede prelibate”, ha concluso Guido Pinoli.

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