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Attualità

Georges Christian allontanato dalla sala d’aspetto, Ferrovienord: “Ecco perché è successo”

Ha inevitabilmente suscitato un ampio dibattito la vicenda raccontata da Fabiana Del Giudice su quanto avvenuto due giorni fa alla stazione ferroviaria di Portichetto, dove il compagno Georges Christian, originario del Camerun 13 anni fa, borsa di studio dopo la laurea in Biochimica in vista ella seconda laurea in Medicina, è stato allontanato con toni durissimi dalla sala d’aspetto da un addetto della società di vigilanza.

Portichetto, Georges cacciato dalla stazione senza un perché. Rabbia della compagna e la risposta a chi contesta

Oggi Ferrovienord precisa con una nota – che alleghiamo di seguito integralmente – il proprio punto di vista su quanto accaduto.

Poco prima della mezzanotte di martedì 9 febbraio, un dipendente della società incaricata della vigilanza, è entrato nella stazione di Portichetto Luisago per effettuare come tutte le sere le operazioni di chiusura e di messa in funzione dell’allarme antintrusione della sala d’attesa. In quel momento, all’interno della sala d’attesa, era presente una persona che è stata invitata ad uscire proprio per consentire la chiusura dello scalo dal momento che l’ultimo treno in direzione Milano era passato alle 23:27.

La guardia giurata si è messa in comunicazione, tramite help point, con il Posto Centrale di Saronno che ha comunicato alla persona il fatto che non ci sarebbe stato alcun treno in direzione Milano alle 00.12 poiché si trattava di una corsa sostitutiva effettuata con autobus. A quel punto la persona è uscita. La stazione è stata chiusa ed è stato inserito l’allarme antintrusione della sala d’attesa alle ore 24.00.

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10 Commenti

  1. Sig @Gioele, è vero, negli stati uniti esistono molti bianchi insofferenti verso qualsiasi emancipazione e successo dei neri, ma non soltanto tra i bianchi più poveri. Tanti degli incriminati per Capitol Hill appartengono al ceto medio – ci sono ceo, medici, e colletti bianchi tra quelli indagati. Ho l’impressione che chi ha già un certo potere (o l’ha avuto) economico e sociale non abbia tanta voglia di perderlo o condividerlo. Non per niente si chiama ‘white fright’ la tendenza dei bianchi di lasciare le zone residenziali una volta che i non-bianchi cominciano a abitarci. Non credo che una bella istruzione di alto livello dia immunità dal razzismo – conosco tanti italiani di alto livello sia di formazione sia di professione che non fanno altro che usare parole altamente offensivi nei confronti dei neri, soprattutto se africani. Non lo so, Gioele, trovo molto deprimente tutta questa accettazione di certi modi di pensare e di conseguenza comportamenti nei confronti dei neri. Non capisco perché è normale rivolgersi a un utente con toni disprezzanti per il semplice fatto che è nero. Non capisco perché è normale per le agenzie immobiliare di rifiutare di dare un appuntamento per vedere un appartamento a un uomo per il semplice fatto che è nero. Non capisco perché è normale credere che un uomo nero con un libro e una laurea di medicina in mano merita più rispetto di un uomo nero meno istruitto. Non capisco.

    1. “White fright”. Grazie mi ha consentito di approfondire un tema che non conoscevo e che rende le mie considerazioni su questo argomento molto più vicine alle Sue. 😊 Grazie ancora. 😊

  2. Spesso la divisa dà alla testa di chi la indossa. Specie se è l’unico elemento distintivo del soggetto.
    Se anche la corsa è sostitutiva ed effettuata con autobus, voglio sperare che gli utenti/clienti abbiano il diritto di starsene in sala d’attesa anziché fuori al freddo.
    Questo episodio fa il paio con quello altrettanto deprecabile di Lecco. Non ci sono scuse, né per il vigilante, né per Trenord che dovrebbe solo biasimare questo comportamento.

  3. Ha pienamente ragione la Signora Amanda. Non ho dubbi che il rispetto è assolutamente imprescindibile dalle condizioni sociali ed economiche delle persone. Come del resto non ho dubbi che se nella stessa condizione ci si fosse trovato un distinto medico bianco o un signore meno distinto ma sempre bianco, il custode lo avrebbe trattato con gentilezza e l’episodio, di per sé insignificante, non avrebbe fatto notizia. Tuttavia, ahimè, dovremo continuare a inquietarci per questo genere di notizie. Mi spiegavano che negli USA molti bianchi delle classi meno agiate sono insofferenti all’emancipazione sociale, economica e culturale di molti afroamericani. Colin Powers, Kamala Harris, Barack Obama, i giornalisti e i divi dello sport e dello spettacolo delle minoranze di colore rappresentano, soprattutto oggi, il sogno americano. La reazione a questo fenomeno è la diffusione che le dottrine “suprematiste” hanno sui bianchi che questo sogno americano non lo vivono e soprattutto lo vedono solo da lontano. È proprio vero quello che diceva un famoso giocatore di calcio in risposta ai cori razzisti dei tifosi della squadra avversaria: “Urla pure. Un negro ricco vive sempre meglio di un bianco povero”. Riusciremo a superare anche la frustrazione dei bianchi poveri che vedono realizzare i sogni dei “poveri” neri? Signora Amanda, è questa la vera battaglia. 😊

  4. Questo è quello che succede quando si vuole creare un caso a tutti i costi pescando le notizie, spesso di parte, dai social, oggi si è capito che probabilmente non è successo nulla di rilevante, con buona pace di tutti….

  5. Sarebbe bello sentire il vigilante: la compagna è ferma sulle sue posizioni, trenord è generica. Se ha sbagliato che almeno si scusi, poteva essere anche un disoccupato comasco invece di un dottore, il rispetto vale per tutti

  6. Scusate, ma se c’è un autobus sostitutivo gestito sempre da Trenord, perchè non lo si può aspettare in stazione? Che senso ha dover stare fuori, d’inverno, e non poter attendere all’interno della stazione, visto che si tratta di un servizio offerto dalla medesima società?

  7. Interessante il taglio del articolo precedente. Il signore Georges merita rispetto soprattutto perché è altamente istruito? Ho sempre pensato che ogni persona che abbiamo davanti a noi merita il rispetto (fino a prova contraria) a prescindere del livello del istruzione e della tonalità della pelle. Poi, chi sa in che modo la guardia giurata ha invitato il signore Georges ad uscire della sala d’attesa. L’ha fatto con rispetto, con la gentilezza dovuta a qualsiasi cliente del trenord? Qualche dubbio riguarda i modi sorge naturalmente. Dispiace constatare che con questo episodio sembra esserci una ‘bella’ intersezione di classismo e razzismo.

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