La città di Ginevra è al centro di un caso immobiliare senza precedenti che sta sollevando un’ondata di indignazione nei media locali e nazionali. La vicenda riguarda la rescissione simultanea dei contratti di locazione degli inquilini di cinque edifici situati nel quartiere della Jonction.
Questa zona, situata a occidente del centro cittadino e nota per la suggestiva confluenza tra i fiumi Arve e Rodano, si ritrova ora ad affrontare una potenziale emergenza abitativa che coinvolge complessivamente 107 appartamenti e 15 spazi commerciali.
Secondo Pierre Stastny, esperto giurista presso l’Associazione Svizzera Inquilini (ASI), l’operazione rappresenta un evento mai visto prima in tutta la Svizzera romanda. In risposta a quella che è stata bollata come un’azione “aggressiva”, l’ASI ha ufficialmente esortato tutti gli inquilini colpiti a impugnare legalmente la disdetta dei rispettivi contratti.
L’agenzia immobiliare Naef, responsabile della gestione degli immobili, ha replicato alle accuse giustificando i provvedimenti con l’urgente necessità di una ristrutturazione completa degli edifici. Costruiti nel 1900, gli stabili non avrebbero mai subito interventi di ammodernamento strutturale di rilievo.
L’obiettivo della disdetta collettiva sarebbe, secondo i rappresentanti degli inquilini, la massimizzazione del rendimento: una volta terminati i lavori, gli affitti potrebbero infatti essere ricalcolati con forti rialzi rispetto ai prezzi attuali.
La portata della vicenda ginevrina richiama inevitabilmente il recente scandalo delle cosiddette Case Sugus di Zurigo. Le tre palazzine zurighesi, soprannominate così per i colori vivaci che ricordano le omonime caramelle, erano balzate agli onori delle cronache alla fine del 2024 per la disdetta a breve termine di 105 appartamenti nei pressi della stazione centrale.