Torna a infiammarsi il clima politico a Barzio, comune lombardo di 1200 abitanti in provincia di Lecco. Al centro della contesa c’è la gestione dei rifiuti nel comprensorio dei Piani di Bobbio, una delle mete turistiche più frequentate della Lombardia. Con una delibera dello scorso settembre 2025, l’amministrazione guidata dal sindaco Andrea Ferrari ha ufficializzato la rinuncia a un finanziamento PNRR di oltre 353.000 euro.
I fondi erano destinati alla creazione di un’area ecologica attrezzata in quota e al potenziamento dei servizi di raccolta differenziata nel territorio comunale. Una scelta che ha sollevato un polverone di polemiche da parte del gruppo di minoranza “Barzio nel Cuore”, guidato dall’ex primo cittadino Arrigoni Battaia.
Le ragioni della Giunta Ferrari: “Costi eccessivi e criticità logistiche”
L’amministrazione comunale ha difeso la propria posizione definendo il progetto originario “economicamente impraticabile”. Secondo l’assessore Cesare Mario Canepari, l’analisi condotta da Silea (la società che gestisce il ciclo dei rifiuti nel lecchese) ha evidenziato costi di gestione superiori ai 50.000 euro annui.
Oltre al fattore economico, la giunta ha elencato tre criticità insuperabili:
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Igiene e Alpeggi: La vicinanza estiva alla casera dove si lavora il formaggio avrebbe creato problemi normativi e sanitari.
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Sicurezza invernale: La localizzazione prevista interferiva con l’anello dello sci di fondo, comportando rischi legati al transito di gatti delle nevi e motoslitte.
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Vincoli normativi: La presenza di usi civici e i nuovi regolamenti regionali del 2025 avrebbero reso complessa la realizzazione.
“Altre soluzioni ambientalmente meno impattanti ed economicamente più sostenibili sono già all’attenzione dell’amministrazione”, assicura la giunta Ferrari.
L’attacco di “Barzio nel Cuore”: “Un’occasione persa”
Di parere opposto la minoranza, che parla di un grave danno per la comunità. Il progetto, ereditato dalla precedente amministrazione Arrigoni Battaia, non prevedeva solo il centro di raccolta in quota, ma anche:
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Un’ecostazione ad accesso controllato a Barzio.
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Una casetta ecologica a Concenedo.
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Un distributore automatico di sacchi con codice identificativo.
Secondo l’opposizione, la giunta non avrebbe considerato i risparmi derivanti dal minor trasporto di rifiuti a valle e i costi già sostenuti per la progettazione (circa 30.000 euro). “Ora il Comune dovrà finanziare con risorse proprie l’ecostazione e il distributore di sacchi, se vorrà realizzarli”, sottolineano da Barzio nel Cuore.
| Investimento Perso | Voce di Spesa |
| € 353.000 | Finanziamento PNRR totale non erogato |
| € 62.000 | Costo stimato per la nuova ecostazione (a carico del Comune) |
| € 23.000 | Costo stimato per il distributore sacchi (a carico del Comune) |
Quale futuro per i rifiuti ai Piani di Bobbio?
Mentre il dibattito politico prosegue, resta aperta la questione della gestione dei rifiuti in un comprensorio che vede crescere costantemente il flusso di turisti, sia in estate che in inverno. La sfida per Barzio sarà ora trovare un equilibrio tra la sostenibilità economica chiesta dalla maggioranza e la necessità di modernizzazione dei servizi invocata dall’opposizione, senza poter contare sul “tesoretto” europeo ormai sfumato.