La posa della prima pietra del nuovo oratorio simboleggia e racchiude la grande sfida della comunità parrocchiale dei Santi Ippolito e Cassiano. Per domenica primo marzo è in programma la cerimonia che sarà caratterizzata dalla partecipazione del cardinale Oscar Cantoni, vescovo di Como, e dall’intervento del ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli.
Il programma – Un momento di gioia da condividere con i parrocchiani e i molti sostenitori del progetto del nuovo oratorio San Giovanni Bosco. Alle 16.30 è prevista l’accoglienza delle autorità e degli invitati nel salone della Casa parrocchiale di via Vittorio Emanuele 5, poi l’accompagnamento al costruendo oratorio San Giovanni Bosco.
Alle 17 il benvenuto ai partecipanti sarà dato dal saluto di don Pietro Grandi, vicario parrocchiale, e don Flavio Crosta, prevosto della parrocchia dei Santi Ippolito e Cassiano. Alle 17.15 Giulia Grisetti, giovane dell’oratorio, sarà portavoce di una loro testimonianza. Alle 17.20 un altro giovane, Pietro Castellini, darà lettura del messaggio del Santo Padre, Papa Leone XIV.
Alle 17.25 interverrà il ministro per le Disabilità, onorevole Alessandra Locatelli. Alle 17.35 la parola passerà al sindaco Simone Moretti. Alle 17.40 il vescovo di Como, cardinale Oscar Cantoni benedirà e posizionerà la prima pietra del costruendo oratorio, alla
presenza delle autorità.
La cerimonia proseguirà nella parrocchiale, dove i bambini e i ragazzi del catechismo accoglieranno gli ospiti, per la s. messa delle 18 presieduta dal Cardinale.
Un momento a lungo sognato, poi trasformato in progetto scalando una vera e propria salita, avvicinandosi – passo dopo passo – alla meta. La realizzazione del nuovo oratorio, infatti, comporta un impegno finanziario di circa 4 milioni di euro e un iter autorizzativo complesso.
Per dare forma al sogno della parrocchia, in risposta a precise esigenze della comunità parrocchiale e dei giovani in particolare, negli ultimi tre anni è stato tessuto un lavoro eccezionale: sostenuto da BCC Cantù, Fondazione Cariplo con Regione Lombardia, le donazioni dei parrocchiani di Olgiate Comasco e, dopo attento cammino, accompagnamento e sostegno economico da parte della Conferenza episcopale italiana, la copertura finanziaria supera l’80 per cento dei.costi dell’opera e si avvicina il momento di vederne i frutti.
Una sfida originata ormai più di tre anni fa, quando a don Flavio Crosta, nuovo prevosto di Olgiate Comasco, il vescovo indicò la priorità dell’oratorio, in sostituzione della struttura giovanile chiusa dal 2017.

Forte della presentazione al Tavolo della competitività della Camera di commercio di Como, il progetto “Oratorio San Giovanni Bosco: ridisegno dell’area rivolto all’inclusività” – progettato dell’architetto olgiatese Alessandra Mastrogiacomo, avvalendosi di professionisti specialisti, e validato dall’architetto Carlo Valentini – ha partecipato al Bando emblematico di Fondazione Cariplo con Regione Lombardia, trovando eccellente riconoscimento.
È stato un lungo percorso anche per i volontari che si sono impegnati attivamente nel progetto: tre anni di abbondante lavoro della Commissione che supporta il parroco nelle questioni burocratiche – il coordinatore Vittore De Carli, la segretaria Anna Colombo, il commercialista Fabrizio Milesi, il legale Angelo Pozzoni, gli industriali Roberto Briccola e Claudio Taiana – e di chi si è rimboccato le maniche per smontare, spostare, ricoverare, tagliare, smaltire, pulire.
L’urgenza si è fatta impegno per aiutare i giovani. Il progetto del nuovo oratorio parte proprio dalla storia di ciò che intende sostituire: quanta pioggia hanno preso i volontari per passare dalla cucina alla cappella, o dalla sala del teatro al bar. Ecco, quindi, la necessità di uno spazio unico per ciò che serve oggi e servirà domani, per cui il nuovo oratorio deve essere polifunzionale, capace di assecondare le necessità mutevoli di una parrocchia sempre in cammino. Un percorso fondato sulla consapevolezza della propria storia, sulle certezze del presente – centinaia di bambini e giovani – e lo sguardo al futuro. Scelte meditate, esaminate nei dettagli di ogni passaggio.
È stato un dispiacere non potersi più avvalere del Teatro Aurora, bello, ma privo di autorizzazioni della competente Commissione sia per pubblici spettacoli sia per altri usi. Quindi, salvo cucina e bagni, nulla è pensato come fisso e immutabile e, al contrario, tutto è modulabile secondo la necessità di educatori, animatori, catechisti. Il nuovo e ampio salone e i locali attigui si distingueranno per la polifunzionalità che non prevede un arredo prestabilito, ma si potranno via