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Infrastrutture, mobilità (a partire dalla Milano-Meda), sanità: Laboratorio Lombardia 2028 passa da Como. Ecco di cosa si tratta

Capire i bisogni di un territorio, in termini di mobilità, infrastrutture, sanità, di valorizzazione e di gestione del turismo. Sono alcune delle priorità poste al centro della seconda tappa di Laboratorio Lombardia 2028, l’iniziativa promossa dal Partito Democratico regionale per costruire una proposta programmatica in vista delle prossime elezioni regionali.

L’iniziativa, presentata a Como dal vicepresidente del consiglio regionale lombardo Emilio Del Bono, nasce per costruire un’alternativa credibile di governo per la Lombardia. Presenti all’incontro anche il consigliere regionale del Pd Angelo Orsenigo e Luca Gaffuri.

“Abbiamo deciso di avviare in anticipo un cammino fatto innanzitutto di ascolto; l’obiettivo è arrivare entro la fine dell’anno alla stesura di un documento di indirizzo programmatico che avrà per ogni provincia dei focus sulle singole realtà territoriali e che sarà condiviso con l’intera coalizione – spiega Del Bono – Dopo molti anni il centrosinistra può schierarsi unito e questo lavoro serve proprio a costruire una proposta solida, radicata nei territori e capace di rispondere alle sfide economiche e sociali della regione, che oggi soffre un momento di grande fiacchezza politica: dopo tre decenni di governo del centrodestra manca completamente una visione”.

La crescita del Pil lombardo “è sostanzialmente allineata a quella nazionale – sottolinea il consigliere regionale -. È un dato inedito: per decenni la Lombardia cresceva due o tre volte più dell’Italia”.

Accanto al rallentamento economico emerge anche un problema territoriale. “Oggi abbiamo sempre più “Lombardie” e sempre meno una Lombardia; ci sono territori che si rafforzano grazie a infrastrutture e investimenti e altri che restano indietro – rimarca – Anche il Comasco vive enormi differenze legate alla conformazione geografica, alle modifiche radicali del mercato del lavoro e a zone soffocate dall’overtourism ed altre a rischio spopolamento”.

 

Del Bono a Como
Del Bono a Como

La tappa di oggi ha posto l’attenzione su questioni cruciali per il presente e il futuro del territorio. Como è una città di frontiera, segnata da due dinamiche profonde: il rapporto quotidiano con la Svizzera, che assorbe una parte significativa della forza lavoro locale, e la crescita del turismo internazionale legato al lago. Due fattori che hanno generato sviluppo ma che stanno anche producendo nuovi squilibri sociali e territoriali.

Tra i temi affrontati nel confronto ci sono innanzitutto mobilità e infrastrutture, con la necessità di affrontare in modo integrato i flussi di pendolari verso Milano, dei frontalieri diretti in Svizzera, dei turisti e dei residenti. In questo quadro restano centrali il completamento della tangenziale e della variante della Tremezzina, il pedaggiamento della Milano – Meda inserita nella Pedemontana, l’impatto del traffico urbano e il potenziamento dei collegamenti ferroviari e lacustri.

“Non meno preoccupante è la situazione della sanità comasca, segnata dalla progressiva riduzione dei presidi territoriali, pronto soccorso intasati e liste d’attesa sempre più lunghe, con il rischio che l’accesso alle cure dipenda sempre più dalle possibilità economiche dei cittadini – aggiunge Carla Gaiani, segretaria provinciale PD – Anche qui o paghi o non ti curi”.

Altro aspetto rilevante è la gestione del turismo, cresciuto enormemente e diventato un motore economico trainante. “Uno sviluppo che va governato, nel capoluogo come nel resto della provincia, perché non produca effetti distorsivi sul tessuto urbano, sul commercio di prossimità e sulla qualità della vita dei residenti – commenta Daniele Valsecchi, segretario cittadino del PD – Più in generale, il Comune di Como subisce mancanza di visione d’insieme e progettualità, problematica del tutto simile a quella che si verifica in Regione”.

Molto sentite in provincia sono le questioni del frontalierato e dei rapporti con la Svizzera, il nodo della rigenerazione urbana, a partire dal futuro dell’area Ticosa, grande spazio dismesso nel cuore della città ancora in attesa di una soluzione definitiva dopo quasi vent’anni dalla demolizione dell’ex tintoria.

Como rappresenta una tappa importante di questo percorso di ascolto e di elaborazione che continuerà nei prossimi mesi in tutta la Lombardia.

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