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Lo stipendio di Paperone esiste davvero: pioggia di milioni per il top manager della banca svizzera

Il 2025  è stato caratterizzato da una vera e propria “pioggia di milioni” per Stefan Bollinger, il nuovo CEO di Julius Bär. Secondo il rapporto di gestione pubblicato in data odierna dalla banca privata zurighese — istituto di rilievo internazionale con una presenza storica anche sulla piazza finanziaria di Lugano — il manager ha incassato una cifra complessiva che sfiora i 24 milioni di franchi.

Il dettaglio del compenso: stipendio e indennità di compensazione

L’analisi dei dati rivela che il dirigente 52enne – secondo quanto riportato da Ats – ha ricevuto un totale di 23,96 milioni di franchi. Questa cifra record è composta da diverse voci:

  • Attività operativa: 8,27 milioni di franchi come remunerazione diretta, comprensiva di uno stipendio fisso pari a 1,49 milioni.

  • Compensazione per dimissioni (Sign-on bonus): Una quota preponderante di 14,76 milioni di franchi, versata sotto forma di indennità per compensare i benefici finanziari persi a causa delle dimissioni dal suo precedente incarico presso la banca d’affari statunitense Goldman Sachs.

  • Indennità minori: Ulteriori importi accessori che completano il pacchetto retributivo.

Dal “caso Signa” alla nuova era Bollinger

Stefan Bollinger, che ha mosso i primi passi della sua carriera presso la Banca Cantonale di Zurigo (ZKB), è subentrato ufficialmente alla guida di Julius Bär il 9 gennaio 2025. La sua nomina segna un punto di svolta dopo la turbolenta uscita del precedente presidente della direzione, Philipp Rickenbacher.

Rickenbacher aveva lasciato la società in seguito al cosiddetto “disastro Signa”: l’istituto era stato costretto a pesanti rettifiche di valore per centinaia di milioni di franchi a causa dell’esposizione creditizia verso il gruppo Signa di René Benko, l’imprenditore austriaco attualmente detenuto.

Performance finanziarie e andamento in Borsa

Nonostante l’imponente remunerazione del suo CEO, Julius Bär si trova a navigare in acque agitate sui mercati. Il titolo, quotato dal 2005 e parte dello Swiss Leader Index (SLI) — l’indice dei 30 titoli più rappresentativi del mercato elvetico — non ha premiato gli investitori negli ultimi tempi:

  • Da inizio 2025: Il valore dell’azione è sceso del 10%.

  • Performance annuale: Registra un calo del 4%.

  • Performance a cinque anni: Segna un rendimento negativo del 2%.

Sul fronte dei risultati d’esercizio, il gruppo ha chiuso il 2025 con un utile di 764 milioni di franchi, in contrazione rispetto a 1,0 miliardi registrati nel 2024. Al contrario, l’utile rettificato (al netto di fattori straordinari) mostra segnali di vitalità, crescendo del 17% e attestandosi a 1,3 miliardi di franchi.

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