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La rotonda all’ingresso di Como, con ancora il vecchio alambicco
Attualità

La ‘nuova porta’ di ingresso a Como, Valsecchi: “Un simbolo forte, oltre il centro, capace di unire”

“Ambizione, visione e partecipazione”. Contiene tutto questo – secondo il segretario cittadino del Pd, Daniele Valsecchi – la proposta lanciata dall’ordine degli architetti di Como di indire un concorso per realizzare un progetto da realizzare all’ingresso della città, là dove fino a pochi mesi fa sorgeva il famoso quanto chiacchierato Alambicco.

L’idea, approfondita nei dettagli dal presidente dell’ordine degli architetti Paolo Molteni piace. Chi volesse esprimere la propria opinione lo può fare scrivendo a redazionecomozero@gmail.com.

Ma ecco cosa racconta Valsecchi. “Si tratta di un’ottima iniziativa per diversi motivi. Innanzitutto quella è un’area strategica perché è una zona di forte transito, collocata a due passi dall’autostrada e quindi di grande visibilità – spiega Valsecchi – E lo spunto degli architetti è importante perché vuole spingere tutti noi a ragionare e pensare in maniera ambiziosa. Ci spinge a ipotizzare come presentare la città a chi arriva da fuori. Non solo un luogo dove fare della pubblicità ma qualcosa di più”.

Alambicco

Un concetto che non vuole “assolutamente sminuire quanto fatto in passato con l’abile operazione di marketing che ha portato l’Alambicco  – dice Valsecchi – Ora però, visto che si presenta l’occasione perché non ambire ad altro? Perché non guardare magari a una coprogettazione pubblico-privata per creare un monumento? Così come la fontana di Camerlata citata dagli architetti?”.

Senza contare che “creando un qualcosa di unico in quel punto, all’ingresso della città, anche l’amministrazione lancerebbe un segnale forte. Sottolineerebbe l’inizio della città di Como e darebbe più lustro anche ai quartiere periferici e non solo alla convalle o al centro”. Dunque l’invito è a impegnarsi e farsi venire idee originali anche perché “ad esempio anche il monumento di Liebeskind, un tempo molto dibattuto, ora è un punto fisso del panorama del lago che attrae tanti visitatori e tanti curiosi”, spiega Valsecchi.

In conclusione sarebbe un’operazione capace di unire “Comune, associazioni e cittadini. Un lavoro di squadra e una compartecipazione che ultimamente non sempre si vede”

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