Si giocherà sul filo dei giorni, o forse addirittura dei minuti, la partita doppia della liberazione di piazza d’Armi dai detriti dell’alluvione del settembre 2025 e, contestualmente, dell’arrivo del Luna Park di Pasqua a Como.
Il perché è presto detto. Anzi, lo dicono le date messe nero su bianco nella gara europea indetta dal Comune per l’assegnazione della pulizia.
L’appalto – del valore netto di 268mila euro, con Palazzo Cernezzi che ha già stanziato i fondi a copertura – prevede infatti che le offerte arrivino entro il prossimo 6 marzo 2026 alle 9.30. Pasqua cade il 5 aprile successivo, ma l’apertura delle giostre al pubblico, come noto, è stata fissata dal Comune per il 28 marzo (fino al 19 aprile).
I tempi dunque sono strettissimi: ammettendo che l’assegnazione dell’appalto sia fulminea, cioè – ipotizziamo – lo stesso 6 marzo in cui è previsto il termine per il deposito delle offerte, i giorni fissati da Palazzo Cernezzi per liberare materialmente la piazza sono 20. Dunque, sempre calcolando un iter assolutamente perfetto e senza il minio intoppo, i lavori di rimozione dei rifiuti e la sistemazione dell’area saranno finiti il 26 marzo. Cioè 48 ore prima dell’apertura del Luna Park.
Sulla carta, dunque, una sfida davvero sul filo del rasoio. A meno che (come lascia trasparire anche l’ottimismo dei giostrai) i 20 giorni per le operazioni non sia stato prudentemente e magari abbondantemente sovrastimati lasciando in realtà un ampio margine di sicurezza che permetterà l’allestimo di scivoli e autoscontri in tutta tranquillità.