Importante svolta nella crisi aziendale che coinvolge Woolrich: l’azienda ha ufficialmente accettato di sospendere i trasferimenti verso la sede di Torino. La decisione è giunta al termine di un tavolo istituzionale che ha visto il coinvolgimento dei sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, insieme al sindaco di Bologna Matteo Lepore e all’assessore regionale Vincenzo Colla (erroneamente indicato come Paglia nel testo originale, ndr).
La misura riguarda complessivamente 139 dipendenti, suddivisi tra le due sedi storiche del brand:
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109 lavoratori a Bologna
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30 lavoratori a Milano
Le rivendicazioni dei sindacati: “Un primo passo fondamentale”
In una nota congiunta, le sigle sindacolari hanno espresso moderata soddisfazione, definendo la sospensione un “primo passo” necessario per avviare un confronto reale. Le richieste dei lavoratori sono chiare:
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Stop immediato ai trasferimenti forzati verso Torino.
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Apertura di un tavolo di confronto strutturato sulla riorganizzazione aziendale.
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Tutela occupazionale per evitare che la crisi gravi esclusivamente sulle famiglie dei dipendenti.
L’azienda ha sottoscritto la disponibilità a bloccare le procedure, permettendo così alle parti di negoziare con il supporto delle istituzioni territoriali e della Regione Emilia-Romagna.
Il ruolo delle istituzioni: Piano Industriale e Trasparenza
L’assessore regionale ha sottolineato l’importanza di riportare la discussione su un binario istituzionale, richiamando i principi del Patto per il Lavoro e per il Clima. L’obiettivo della Regione è utilizzare ogni strumento disponibile per la salvaguardia dell’occupazione, pretendendo però massima chiarezza da parte del Gruppo Woolrich sui futuri business plan.
“Vogliamo farci carico delle difficoltà, ma abbiamo bisogno di parlare di piani industriali e prospettive concrete,” è stato ribadito durante l’incontro.
Il commento del Sindaco Lepore: “Bologna resti sito produttivo”
Anche il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, ha preso una posizione netta, chiedendo alla proprietà di non smantellare il legame con il capoluogo emiliano.
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Valorizzazione del know-how: Come già avvenuto per altri casi critici (come La Perla), il Comune punta sulla professionalità delle persone come valore aggiunto dell’azienda.
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Sostegno ai lavoratori: Lepore ha chiesto il massimo rispetto per i 109 lavoratori bolognesi e i 30 milanesi coinvolti, auspicando che Woolrich continui a considerare Bologna un asset produttivo strategico.
Prossimi step: verso un nuovo piano industriale
Nonostante la tregua raggiunta sui trasferimenti, la tensione resta alta. La nota dei sindacati conclude ricordando che le aperture dell’azienda dovranno ora tradursi in atti concreti e in una strategia trasparente che permetta di mantenere i livelli occupazionali nelle attuali sedi di Milano e Bologna.