Importante vittoria legale per i lavoratori aeroportuali di Alha a Malpensa. La Corte d’Appello di Milano ha confermato la precedente sentenza del Giudice del Lavoro di Busto Arsizio, stabilendo che l’azienda è tenuta a risarcire i dipendenti per il mancato lavaggio dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI).
Il verdetto rappresenta un punto di svolta per il settore dell’handling aeroportuale, sancendo il diritto dei lavoratori a non dover farsi carico della manutenzione degli indumenti protettivi obbligatori.
La sentenza: oltre 6.000 euro netti a lavoratore
Secondo quanto stabilito dai giudici il 15 gennaio, l’onere della pulizia dei DPI spetta esclusivamente al datore di lavoro. Per anni, i dipendenti di Alha hanno provveduto autonomamente al lavaggio dei capi indossati durante il servizio.
La sentenza riconosce ora un risarcimento calcolato sulla base di un’ora di straordinario per ogni settimana di lavoro effettivamente prestata. Per molti dei lavoratori coinvolti, assistiti dal braccio legale della Cub Trasporti, la cifra degli arretrati supera i 6.000 euro netti ciascuno.
Cub Trasporti: “Un ristoro contro l’erosione salariale”
In una nota ufficiale, la Cub Trasporti ha espresso grande soddisfazione, sottolineando come questa vittoria legale arrivi in un momento di sofferenza per il settore. “Questo risultato porta un po’ di ristoro a fronte di un rinnovo del CCNL (2023) che non ha recuperato l’inflazione né la vacanza contrattuale di sette anni,” si legge nel comunicato del sindacato di base.
La polemica con i sindacati confederali
Il sindacato di base non ha risparmiato critiche verso le altre sigle sindacali. Secondo la Cub, mentre le vie legali stanno portando a risarcimenti consistenti, i sindacati confederali e la Flai starebbero firmando accordi aziendali con importi definiti “irrisori e incongrui” rispetto a quanto accertato nelle aule di tribunale.
Verso una pioggia di ricorsi a Malpensa e Linate
La sentenza contro Alha potrebbe essere solo la punta dell’iceberg. La Cub Trasporti ha infatti annunciato l’intenzione di procedere con il deposito di nuove cause che riguarderanno centinaia di lavoratori in tutte le aziende operanti negli scali di Malpensa e Linate.
L’obiettivo della mobilitazione legale è duplice:
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Ottenere i risarcimenti arretrati per tutti i dipendenti.
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Obbligare le aziende a implementare un servizio di lavaggio DPI efficiente, evitando sistemi “punitivi” o complessi volti a scoraggiare l’utilizzo del servizio da parte del personale.