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Un tempo c’era la famosa fabbrica lombarda di cioccolato ora spazio a parco, negozi, condomini e museo

Il futuro dell’area ex Icam nel rione di Pescarenico è ufficialmente tracciato. Dopo una seduta fiume del Consiglio Comunale di Lecco, durata oltre cinque ore e mezza è stato approvato il piano di rigenerazione urbana che trasformerà il sito della storica fabbrica di cioccolato in un complesso multifunzionale d’avanguardia.

L’intervento prevede la costruzione di tre condomini residenziali, l’istituzione di un museo del cioccolato, l’inserimento di spazi commerciali e la creazione di un vasto parco urbano che coprirà circa il 30% dell’intera superficie.

Il dibattito sull’altezza: il compromesso dei 20 metri

Il tema più complesso della discussione ha riguardato l’impatto volumetrico degli edifici. La Provincia di Lecco aveva suggerito un limite massimo di 12 metri per tutelare l’estetica del lungolago e la visuale sul fiume Adda. Il consiglio ha votato per un tetto massimo degli edifici a 20 metri.

Cosa sorgerà nel cuore di Pescarenico: residenze, commercio e servizi

Il progetto si sviluppa su un’area di 7.500 metri quadrati, con una superficie lorda di progetto di circa 7.000 metri quadrati dedicata alla residenza. La proprietà si è impegnata a destinare parte degli alloggi all’edilizia convenzionata, con soluzioni studiate appositamente per giovani e anziani.

Gli elementi distintivi del nuovo distretto includono:

  • Museo Icam: Uno spazio espositivo volto a preservare la memoria storica della produzione dolciaria lecchese.

  • Settore Commerciale: Il mantenimento dell’attuale outlet, rimasto operativo anche dopo il trasferimento della produzione a Orsenigo nel 2010.

  • Verde e Sociale: Un parco urbano che occuperà il 30% della superficie drenante e nuovi spazi per servizi socio-sanitari a beneficio dell’intero quartiere.

La tutela della memoria: l’affresco di Sora e l’identità del sito

L’assemblea ha mostrato grande sensibilità verso il patrimonio artistico del sito. Sarà  salvaguardato un affresco della scuola di Orlando Sora (o a lui direttamente attribuibile), situato nell’androne della palazzina uffici. L’opera è considerata una testimonianza fondamentale della storia sociale e produttiva del luogo.

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