È alta tensione alla Chart VRV di Ornago, in provincia di Monza Brianza. Lo scorso 27 febbraio, l’azienda ha notificato il licenziamento a due dipendenti, motivando la decisione con una riorganizzazione interna che prevede l’esternalizzazione delle attività di verniciatura.
La rottura al tavolo sindacale
A seguito della notifica, le rappresentanze sindacali (RSU) hanno richiesto un incontro urgente con la direzione aziendale, avvenuto nella giornata di oggi, lunedì 2 marzo 2026. Durante il confronto, i rappresentanti dei lavoratori hanno chiesto formalmente il ritiro della procedura di licenziamento.
Tuttavia, la Direzione ha confermato la legittimità della propria posizione, escludendo l’esistenza di soluzioni alternative. La fermezza della posizione aziendale ha provocato la reazione immediata dei lavoratori e delle lavoratrici, che hanno deciso di dare il via a una serie di mobilitazioni.
Le criticità: promesse di crescita disattese
La decisione dell’azienda risulta, secondo le sigle sindacali, in netto contrasto con le rassicurazioni fornite in precedenza. Solo lo scorso 16 febbraio, infatti, l’azienda aveva incontrato la FIOM CGIL e, parallelamente, aveva tenuto dei “meeting” interni con il personale presieduti dal nuovo Amministratore Delegato.
In tali occasioni, la dirigenza aveva dipinto un quadro aziendale positivo, prospettando addirittura un incremento dei livelli occupazionali nel corso del 2026. “Siamo di fronte a una multinazionale che intende far ricadere le proprie scelte riorganizzative e di riduzione dei costi direttamente sulle spalle delle lavoratrici e dei lavoratori”, commentano le RSU, definendo la manovra inaccettabile.
Prossime mobilitazioni
Per protestare contro i licenziamenti, è stato proclamato un pacchetto di ore di sciopero. Il calendario delle iniziative prevede:
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Sciopero: 2 ore per ogni turno di lavoro.
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Data: Mercoledì 4 marzo 2026.
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Presidio: Dalle ore 11:00 alle ore 15:00 davanti alla portineria dello stabilimento in via Burago 24, Ornago.
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Conferenza Stampa: Prevista per le ore 11:30 presso il presidio, a cui sono invitati rappresentanti delle istituzioni, esponenti politici e organi di stampa.
Le organizzazioni sindacali confermano che la mobilitazione proseguirà nei prossimi giorni, fino a quando non verranno fornite risposte diverse rispetto alla riduzione del personale.