La salvaguardia dei posti di lavoro presso nel sito Unilever di Casalpusterlengo resta la priorità assoluta. Dopo l’annuncio degli scorsi mesi relativo a 49 esuberi su 110 addetti nel comparto Ricerca e Sviluppo (R&D), il dialogo tra azienda e sindacati prosegue con l’obiettivo di azzerare le uscite forzate.
Le soluzioni sul tavolo: prepensionamenti e ricollocazioni
Nell’ultimo incontro tenutosi presso Assolombarda Lodi, sono emerse le principali strategie per gestire la crisi occupazionale senza ricorrere ai licenziamenti coatti:
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Prepensionamenti: Si valuta l’adesione a scivoli pensionistici fino a sette anni.
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Ricollocazioni Interne: Copertura del fabbisogno di personale in altri reparti dello stabilimento.
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Outplacement: Contatti con aziende esterne interessate ai profili altamente qualificati del centro ricerche.
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Tutela del Centro R&D: La continuità della ricerca rimane un punto fermo per garantire il futuro del sito.
Il punto sulla trattativa tra azienda e sindacati
I rappresentanti di Cisl Filctem (Stefano Priori) e Cgil Filctem (Morwenna Di Benedetto) mantengono un giudizio cauto ma intravedono spiragli positivi. Le aperture dell’azienda confermano la volontà di intraprendere un percorso condiviso per la verifica dei criteri di adesione ai piani di uscita volontaria.
Secondo le sigle sindacali, il polo di Casalpusterlengo rappresenta una presenza strategica per il territorio lodigiano. La produzione e la ricerca devono procedere di pari passo, supportate da nuovi investimenti che possano rilanciare l’economia locale.
Solidarietà e prossimi appuntamenti
La politica locale segue con attenzione la vicenda. I consiglieri di minoranza e le diverse liste civiche hanno espresso piena solidarietà ai lavoratori, sottolineando come lo stabilimento sia un pilastro storico della città. Anche l’amministrazione comunale ha ribadito la necessità di ottenere garanzie concrete per tutti i dipendenti coinvolti.
Il prossimo confronto decisivo tra le parti sociali e i vertici Unilever è fissato per il 30 marzo 2026.