“Ancora una volta la maggioranza di centrodestra che governa Regione Lombardia sceglie di non affrontare le gravi criticità che riguardano circa 700 Rsa e oltre 65mila famiglie lombarde. Il sistema di residenzialità ha grossi problemi di sostenibilità economica e sociale che prima o poi esploderanno e ignorarli non fa altro che peggiorare la situazione”, lo dice Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Pd, commentando la bocciatura, in Aula, della maggior parte dei 10 punti proposti nella mozione dei dem che aveva come tema proprio l’avvio di un percorso di riforma delle Rsa lombarde.
“I bisogni cambiano e aumentano, la popolazione invecchia. Eppure, da molti anni non si mette mano al numero dei posti letto, che sono insufficienti, riaprendo le contrattualizzazioni. Le Rsa lombarde hanno un tasso di saturazione del 98%, con costi crescenti per famiglie e gestori, con rette aumentate del 16,4% in 4 anni. I contributi regionali non sono adeguati ai livelli di assistenza richiesti e in più gli enti sono in difficoltà per la forte carenza di personale, infermieri, Oss e Asa, che peggiorerà con i pensionamenti dei prossimi anni e per i costi dei farmaci”, continua il dem.
“Con la nostra riforma chiedevamo di intervenire su questi punti da qui a fine legislatura e di affrontare anche il tema delle rette per gli ospiti con demenze e Alzheimer, oggi oggetto di numerosi ricorsi, ma la maggioranza si è rifiutata di metter mano alla questione, limitandosi ad approvare due soli temi sui 10 da noi proposti. Si tratta delle indicazioni che invitano la Giunta a prevedere e sostenere una riconfigurazione delle Rsa come centri di servizi integrati nel tessuto territoriale e in rete con le future Case di comunità, così da favorire l’interazione tra servizi residenziali, semi-residenziali, domiciliari e territoriali, garantendo continuità e prossimità delle cure. E di quelle che prevedono l’avvio della sperimentazione dei Centri di valutazione e prenotazione pubblici, facendo tesoro anche di alcuni progetti territoriali avviati autonomamente in questi anni. Grazie a queste realtà, dopo aver valutato il bisogno assistenziale, l’anziano e la sua famiglia vengono indirizzati nella ricerca di un inserimento residenziale appropriato, secondo una gestione degli ingressi basata sulla valutazione della gravità del singolo caso, del quadro sanitario e di quello sociale, nel rispetto della libera scelta della struttura da parte del richiedente, che permetta di mantenere la posizione in lista per la Rsa di gradimento anche quando viene scelta transitoriamente un’altra struttura, perché disponibile di posto letto”, spiega nel dettaglio Orsenigo.
“L’implementazione di un simile sistema di orientamento e monitoraggio delle domande di ingresso faciliterà le procedure per le famiglie che oggi invece devono presentare una singola domanda per struttura e, tramite codice identificativo, ad esempio il codice fiscale, garantirà dati aggiornati sugli utenti in attesa e già inseriti, favorendo una gestione più efficace delle liste”, conclude il consigliere Pd.