In Commissione Attività Produttive presieduta da Marcello Ventura (FdI) le audizioni sulla situazione occupazionale di Selecta Italia S.p.A.
Nel maggior gruppo della distribuzione automatica in Europa con sede anche in Lombardia, sarebbe in atto una riorganizzazione aziendale che mette a rischio 58 dipendenti a livello nazionale, di cui ben 40 impiegati nella sede di San Donato Milanese (MI). A richiedere le audizioni in Commissione, i Consiglieri Simone Negri (PD) e Paola Pizzighini (M5Stelle).
“Siamo davanti a una situazione di emergenza sul piano occupazionale – ha spiegato Simone Negri-. La situazione ci sembra alquanto fumosa sia rispetto alle cause che avrebbero portato a questa crisi aziendale sia rispetto al numero dei lavoratori effettivamente coinvolti in questa procedura di licenziamento collettivo”.
“Non si può accettare che una ristrutturazione aziendale si traduca in un mero taglio lineare dei costi, scaricando sulle famiglie del territorio le conseguenze di scelte calate dall’alto – ha commentato Paola Pizzighini -. Per questo ho chiesto queste audizioni. La responsabilità sociale d’impresa non è uno slogan, ma un impegno preciso. Nonostante la disponibilità dell’azienda a utilizzare i contratti di solidarietà, questa misura appare ancora parziale e fumosa, coprendo solo una parte degli esuberi e lasciando gli altri dipendenti davanti allo spettro del licenziamento senza garanzie chiare anche per quanto riguarda i criteri. Monitoreremo attentamente la trattativa tra parti sociali e azienda che si è dimostrata anche oggi fragile e poco chiara e vedremo gli esiti del prossimo incontro del 16 marzo”.
Una vertenza tra parti sociali e azienda che va avanti dallo scorso settembre quando l’azienda ha comunicato la situazione di crisi che si inserisce in un contesto più ampio che coinvolge l’intero settore del vending, già messo fortemente sotto pressione negli ultimi anni dal calo dei consumi legato alla pandemia e dalla diffusione strutturale dello smart working.
Dopo una serie di incontri con le rappresentanze sindacali di Filcams Cgil, Filcams Cgil e Rsa Cisl, proprio queste ultime hanno richiesto a gennaio “il coinvolgimento del MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy”) chiedendo una trattativa più trasparente e proposte concrete”.
I rappresentanti di Selecta presenti in Commissione hanno ribadito “di avere fatto proposte concrete, fatte pervenire direttamente ai lavoratori anche tramite posta certificata, offrendo a 27 dipendenti la misura del contratto di solidarietà e, invece, ai restanti il licenziamento non oppositivo, con alcuni incentivi definiti in base all’anzianità”.
Ferma la replica dei sindacati che hanno sottolineato “come si tratta di un’azienda che sta solo mettendo in campo una politica di taglio dei costi, lasciando nel limbo e nello spettro del licenziamento moltissime famiglie”. “La trattativa è poco chiara – proseguono i sindacati -. Chiediamo proprio per questo l’intervento anche delle istituzioni regionali perché l’azienda estenda lo strumento degli ammortizzatori sociali a tutti i dipendenti coinvolti, senza scelte discrezionali e arbitrarie, dando poi il tempo ai singoli lavoratori per valutare gli incentivi per un eventuale esodo che non sono ancora chiari”.
Alessandro Fiori, funzionario della Direzione regionale Istruzione, Formazione e Lavoro, ha comunicato “la disponibilità di Regione Lombardia a sedersi a un Tavolo con i sindacati per capire come supportarli nella trattativa per portare avanti l’istanza di estendere a tutti i dipendenti coinvolti lo strumento del contratto di solidarietà in modo da concedergli più tempo per le opportune valutazioni su un eventuale esodo, aprendo allo stesso tempo un dialogo con il Ministero”.
Carlo Bianchessi, dirigente della Direzione regionale Generale Sviluppo Economico ha comunicato “di potere proporre all’azienda, come Regione, una serie di strumenti di incentivo all’innovazione e al rilancio che potrebbero salvaguardare il patrimonio umano”.