Nel Giorno della Memoria l’Università di Como e Varese, l’Insubria, è finita al centro di polemiche dopo l’annuncio della presentazione del libro Un genocidio chiamato Olocausto di tale Antonino Salerno. Vicenda che non ha solo coinvolto le testate locali ma anche quelle nazionali. E’ stato però Dagospia per primo a sollevare la questione con questo articolo estremamente dettagliato.
Spiega Dagospia: “La genesi del volume, che dà spazio a tesi critiche sull’Olocausto, sembra avvolta da una coltre di mistero. Ricapitoliamo per chi si fosse perso la prima puntata. Ieri Dagospia ha pubblicato una mail di un lettore che segnalava, con una certa indignazione, l’esistenza del libro edito dalla “Mimesis”, dandone per già avvenuta la pubblicazione e la relativa diffusione. Contattata da Dagospia, la casa editrice Mimesis ha però precisato che ‘l’agile pamphlet’, un mattone di oltre 1400 pagine, ‘non è stato pubblicato'”. Aggiungono ulteriormente e con più chiarezza: “Abbiamo bloccato la pubblicazione”.

Dagospia sottolinea anche: “La prima questione: chi è davvero l’autore del libro, tal Antonino Salerno? Di lui non si trova traccia online […] La casa editrice “Mimesis” sostiene di non avere alcun riferimento diretto di “Antonino Salerno”. Strano che una casa editrice non abbia modo di contattare un autore a cui avrebbe voluto pubblicare il libro. Che quello di “Antonino Salerno” sia un nom de plume? Altra questione. Visto che il libro era ancora, come sostenuto da “Mimesis”, in fase di revisione, e quindi non sarebbe stato pubblicato prima di qualche mese, come è possibile che il 30 gennaio fosse già stata programmata una presentazione, peraltro a pochi giorni dalla “Giornata della Memoria”, che ricorda l’uccisione sistematica di milioni di ebrei da parte dei nazifascisti?”. Vi consigliamo però di leggere interamente l’articolo dal link che abbiamo pubblicato sopra. E sottolineiamo che Mimesis si è distinta sempre per serietà e rigore, quindi c’è qualcosa da capire.
Premessa doverosa per arrivare alla nota diffusa in queste ore dall’Insubria con le parole della rettrice Maria Pierro:
In relazione alle notizie apparse sulla stampa in merito a iniziative collegate alla presentazione di un volume, l’Università degli Studi dell’Insubria ritiene doveroso fornire alcune precisazioni.
L’Ateneo ha concesso il patrocinio per le iniziative promosse nell’ambito delle attività e gli eventi del progetto Giovani Pensatori, XVII edizione, del Centro Internazionale Insubrico Carlo Cattaneo e Giulio Preti, nel quadro delle azioni culturali e scientifiche del Centro stesso. Tra queste, anche, quella finalizzata alla promozione della Giornata della Memoria, valore fondante dell’impegno civile, educativo e accademico dell’Università.

Gli accordi relativi al coinvolgimento dell’autore del volume sono stati assunti autonomamente, e sotto la propria responsabilità, dal referente scientifico del Centro e del progetto, il prof. Fabio Minazzi, senza che la Rettrice né gli Organi di Governo dell’Ateneo ne fossero preventivamente informati. La Magnifica Rettrice è venuta a conoscenza dei fatti esclusivamente attraverso gli organi di stampa.
Il prof. Minazzi ha annullato la presentazione del presunto libro, sostituendola con una riflessione sulla Shoah e sulla capacità di pensare Auschwitz oggi, soprattutto alla luce del pensiero filosofico. Come comunicato nella giornata di ieri, 26 gennaio, https://www.uninsubria.it/ateneo/ci-presentiamo/comunicazione/eventi/giornata-della-memoria-linsubria-ospita-lincontro-dei A cui parteciperanno il Prof Minazzi e Stefania Barile insieme in ad altri docenti dell’ateneo.
La Rettrice a nome dell’Università degli Studi dell’Insubria prende con assoluta fermezza le distanze da qualunque posizione, interpretazione o rappresentazione che possa anche solo indirettamente ricondursi a forme di negazionismo, revisionismo, riduzionismo o ambiguità rispetto alla Shoah, che costituisce un fatto storico incontrovertibile e ampiamente accertato.
La tutela della verità storica, della dignità delle vittime e dei valori costituzionali di libertà, responsabilità e rispetto della persona umana rappresenta un presupposto irrinunciabile dell’azione dell’Ateneo, tanto nella didattica quanto nella ricerca e nella valorizzazione della conoscenza.
L’Università ribadisce infine che ogni iniziativa culturale promossa o patrocinata deve essere coerente con i principi etici, scientifici e istituzionali che ne ispirano la missione, riservandosi di adottare tutte le opportune valutazioni e misure a tutela della propria immagine, della propria comunità accademica e del ruolo pubblico che le è affidato.