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Ambiente, Attualità

Nuovi giardini a lago, il progettista Artuso: “Basta bosco, ecco un vero parco tra prati, benessere e un incanto di luce”

Cardine è la luce. Cioè meno effetto bosco, ombrosa selva oscura, e più quello che deve essere, un parco urbano. Lo spiega con estrema chiarezza Gianni Artuso architetto progettista dei nuovi giardini a lago con il professor Valerio Morabito, l’agronomo Marco Giorgetti e lo studio La Mercurio di Como.

Come noto, dopo un lunghissimo e, più o meno volontariamente, accidentato percorso, partito con la giunta Lucini ed ereditato dal successore Landriscina, finalmente il polmone verde cittadino avrà nuovo volto e nuova vita. “Abbiamo lavorato su un progetto già sviluppato – precisa il professionista – quindi è stato rivisto l’esistente con obiettivi precisi. Prima di tutto abbiamo voluto dare luminosità a un sito di grandissimo interesse orografico e naturale che oggi è largamente dequalificato, di difficile fruibilità e cattiva manutenzione. Da aggiungere che la sera è un luogo altamente insicuro, è importante aprirlo alla città e quindi parliamo di luminosità serale ma anche diurna, ci sono molti alberi da sostituire e sfoltire, vogliamo che sia più parco e meno bosco”.

Dal punto di vista compositivo poi “abbiamo lavorato su tre assi, il principale naturalmente è quello voltiano (quello che conduce al Tempio, Ndr), poi il parco, che oggi ha un’identità poco chiara, infine abbiamo individuato una zona museale dove verranno raccolti i reperti sparsi, tra cui la maschera del fontanone centrale (che sarà abbattuto, Ndr)”.
C’è poi l’area giochi: “Ovviamente – spiega Artuso – i giochi progettati da Ico Parisi saranno restaurati e ve ne saranno di nuovi. L’idea è spostare lo spazio ludico nell’anello superiore dove si trova la Locomotiva ma bisogna ancora decidere”. Come noto il minigolf sarà abbattuto e nella zona saranno installate fontane con giochi d’acqua.

Si parla anche di area fitness nello spazio che si apre verso lo stadio, circa davanti al monumento ai Caduti: “Sarà il classico percorso vita dei parchi per gli esercizi a corpo libero. Non so dire se l’area sarà anche attrezzata perché il tema non è oggetto di questo appalto ma penso che con i ribassi d’asta, una volta assegnati i lavori all’impresa esecutrice, saranno somme a disposizione da dedicare”. L’idea insomma è che il punto fitness faccia da cerniera con stadio e società sportive di viale Puecher: “E’ un peccato che in quella zona vi sia un parcheggio e che nel complesso sia poco valorizzata visto l’altissimo pregio architettonico, sarebbe il caso di mettere a sistema tutta l’area”.

Da citare anche la battery, l’area semicommerciale che sorgerà parallela all’attuale pista di pattinaggio verticale (destinata a scomparire in favore di camminamento e prato).“Anche questo aspetto – precisa l’architetto – lo abbiamo ereditato, c’erano alcune cose che non ci convincevano e abbiamo deciso di ridurla da 75 a 50 metri, l’abbiamo alleggerita con materiali chiari, sempre in nome della luminosità, quelli scelti in precedenza erano troppo scuri. Sappiamo che la battery è l’elemento più criticato, effettivamente è il più complicato da inserire in un parco, l’avessimo realizzato dall’inizio avremmo optato per qualcosa di più discreto”. La struttura come noto ospiterà un bar, una biblioteca dedicata a Volta e ai Giardini oltre a uno spazio espositivo.

Per quanto riguarda l’attuale l’area giochi, se sarà confermato lo spostamento nell’anello, diverrà “uno spazio aperto con prato da dedicare al relax e a concerti ed esibizioni, sarà attraversata da vialetti in calcestre (materiale tipo ghiaia di origine calcarea come quello che si trova a Villa Olmo, Ndr) anche in questo caso scelto per valorizzare la luce”.
Si nota chiaramente come dal progetto sia stato scorporato il Lungolago Mafalda di Savoia. Non è bizzarro? “Giusta domanda, l’abbiamo posta anche noi, il problema nasce dal fatto che lì vicino si lavora per paratie e c’è l’area di cantiere. In futuro andrà uniformato e, certo, l’ideale sarebbe stato avere un masterplan generale che va da Villa Geno fino a Villa Olmo. Insomma un’idea unitaria, ovviamente parlo da architetto, non entro nel merito di decisioni che non conosco”.

Infine i tempi. “Sono ottimista – dice Artuso, il cui studio, oltre alla progettazione esecutiva, gestirà anche la direzione del cantiere – abbiamo consegnato tutto e ora attendiamo la validazione, quindi ci sarà la gara di appalto dei lavori che ovviamente dipende dall’amministrazione, ma se entro due mesi sarà pubblicato il bando con l’estate ci sarà l’assegnazione e il cantiere potrà partire in settembre”. Consegna prevista per l’estate 2023.

NELLA GALLERY L’INTERO PROGETTO (SFOGLIABILE CON LE FRECCE LATERALI)

 

L’ARTICOLO CHE HAI APPENA LETTO E’ USCITO SU COMOZERO SETTIMANALE: ECCO DOVE PUOI TROVARLO

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7 Commenti

  1. Partiamo subito malissimo: “basta bosco”…. Vuol dire che si vogliono tagliare le bellissime piante (alcune secolari) dei giardini a lago? Uno dei pochi polmoni verdi della città?? di questi tempi, con la necessità di avere il maggior numero di piante possibile per attenuare il calore estivo e ridurre la CO2, è una follia. Il progetto poi è modesto e poco originale. Meglio l’attuale

  2. A parte l’orrida pensilina per autobus, la pavimentazione davanti al monumento dei caduti (lato lago) rimarrà lo scempio che è ora (che è da decenni)? Non ci vorrebbe molto per sistemarla almeno decorosamente, ma chissà perché nessuna amministrazione ci ha mai pensato.

  3. Scusate, ma se non riescono a tenere verde il prato di poche decine di metri quadri della passeggiata Amici di Como, come pensano di fare con un parco intero?

  4. Beh ci penserà l’eterno candidato a trasformare tutto in parcheggi, l’asfalto risolve tutto. E’ come il sale dei omani su Carthago.

  5. Mi sembra del tutto ovvio che i giardini vadano rifatti come andrebbero rifatte le passeggiate per Villa Olmo e Villa Geno. Ultimamente o visto i giardivi di Villa Olmo e non ho capito bene se sono un bivacco per turisti o un “pisciatoio per i cani”, di sicuro mancano le informazioni corrette.

  6. Totale assenza di aiuole e fiori. Un prato gigantesco senza aiuole, fiori, cespugli laghetti. Complimenti per la genialata. Chissà quando finirà la devastazione della città??
    Per peggiorare il già assurdo progetto suggerisco di fare una gigantesca zona per i bisognini dei cagnolini ma assolutamente incollata allo spazio giochi bimbi. Questa sarebbe la cigliegina su una mega……….

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