Dopo una sospensione del confronto durata circa diciotto mesi, il tavolo dei sindaci è tornato a riunirsi per analizzare le direttrici di sviluppo dello scalo di Orio al Serio e le relative ricadute ambientali sui centri urbani limitrofi. Come racconta Primabergamo, l’istanza collettiva emersa dal vertice si articola su due fronti prioritari: l’interlocuzione con la Regione Lombardia per l’adozione di un tributo ambientale e la richiesta di trasparenza operativa alla società di gestione Sacbo.
Ripresa del confronto istituzionale
La sessione, convocata dal sindaco Alessandro Colletta presso la sede consiliare di Orio al Serio, ha visto la partecipazione dei rappresentanti di quindici amministrazioni locali, con l’unica eccezione del Comune di Grumello. L’incontro ha segnato il ripristino di un dialogo istituzionale focalizzato sulla gestione dell’impatto acustico e sull’introduzione dell’imposta regionale sulle emissioni sonore (Iresa). Quest’ultima misura rappresenterebbe una risorsa finanziaria stimata in oltre 3 milioni di euro annui per i territori coinvolti.
“Il 2025 ha confermato il Caravaggio come terzo aeroporto d’Italia, con quasi 17 milioni di passeggeri, pur registrando un lieve calo dei voli” ha dichiarato Alessandro Colletta. Il primo cittadino ha tuttavia precisato che “il nodo principale resta quello dell’impatto acustico: la zonizzazione approvata a fine 2024 impone limiti precisi e in alcuni casi i valori rilevati sono ancora superiori a quanto previsto”.
Analisi dei movimenti e inquinamento acustico
Al fine di mitigare il disturbo nelle fasce orarie dedicate al riposo, le autorità locali esigono da Sacbo un rendiconto dettagliato della schedulazione notturna. L’obiettivo dichiarato è l’ottenimento di un quadro analitico che distingua tra voli ordinari, movimenti in deroga e ritardi operativi. “Vogliamo capire quali sono i voli in deroga, quelli in ritardo e quelli schedulati perché oggi non abbiamo queste informazioni. L’obiettivo è valutare se esistano margini per ridurre ulteriormente i movimenti” ha sottolineato Alessandro Colletta.
Secondo i rilievi della piattaforma FlightRadar24, si computano attualmente circa 20 movimenti medi notturni. Sebbene il dato risulti in flessione rispetto ai periodi precedenti, la pressione sonora rimane una criticità monitorata anche attraverso un’indagine epidemiologica in corso, volta a verificare la qualità della vita dei residenti nelle aree di sorvolo.
La strategia per l’adozione dell’Iresa
Il dibattito si è esteso alla mancata attuazione dell’Iresa in territorio lombardo, una lacuna normativa che differenzia la regione da altre realtà come Lazio, Emilia-Romagna, Piemonte e Campania. Elena Carnevali, sindaca di Bergamo, ha definito il vertice come “un’occasione di confronto sulle tematiche che riguardano l’infrastruttura aeroportuale e sulla richiesta di introdurre l’imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili”.
La sindaca Elena Carnevali ha riconosciuto l’efficacia della contrazione dei voli notturni operata nell’ultimo anno, ma ha esortato la società di gestione a perseguire ulteriori margini di miglioramento: “L’invito rivolto a Sacbo è di verificare ulteriori miglioramenti per ridurre l’impatto acustico notturno. Anche l’introduzione di aeromobili più moderni e meno rumorosi è un obiettivo su cui chiediamo di continuare a investire”. Resta centrale, nella visione del Comune di Bergamo, l’osservanza rigorosa del piano di zonizzazione acustica, considerato uno strumento guida imprescindibile.
Sollecitazione alla Giunta regionale
Sul versante politico, le amministrazioni lamentano l’assenza di riscontri da parte di Palazzo Lombardia. Nonostante i precedenti contatti con l’assessore al Bilancio Marco Alparone, la richiesta congiunta sottoscritta dai Comuni non ha ancora ricevuto esito. I sindaci hanno formalizzato un documento da trasmettere ai consiglieri regionali del territorio bergamasco per accelerare l’iter della tassa a carico dei vettori.
L’imposta, che graverebbe sui bilanci delle compagnie aeree per una quota stimata tra i 20 e i 30 centesimi per passeggero, permetterebbe di ridistribuire proventi a beneficio della sostenibilità ambientale anche nei Comuni non ospitanti l’infrastruttura, ma comunque soggetti alle emissioni sonore dei velivoli. La posizione unanime del tavolo si è conclusa con un interrogativo sulla mancata implementazione del tributo: “Non si capisce il motivo per cui non venga adottata”.