RADIO COMOZERO

Ascolta la radio
con un click!

Attualità

Pedemontana, mobilitazione record: verso quota 13mila firme contro il pagamento della strada oggi gratuita

La mobilitazione popolare contro l’introduzione del pedaggio sulla futura tratta autostradale della Pedemontana, che andrà a interessare l’attuale e gratuita Milano-Meda, non accenna a fermarsi. Uno dei principali motori della protesta è Gigi Ponti, consigliere regionale e comunale del Partito Democratico, che sottolinea il successo della petizione in corso: “Poche firme ancora e arriveremo a 13.000 adesioni”, ha detto Ponti, precisando che alle 10.000 sottoscrizioni già depositate se ne stanno aggiungendo rapidamente altre 3.000. Si tratta di un segnale inequivocabile che proviene da un fronte compatto composto da cittadini, pendolari e tessuto imprenditoriale brianzolo.

Un fronte comune tra Brianza e Comasco

Il dibattito sulla tariffazione della superstrada ha assunto un carattere trasversale, superando i confini politici. L’ipotesi di dover pagare per percorrere un’arteria storicamente gratuita, fondamentale per gli spostamenti quotidiani tra i comuni della provincia e verso il capoluogo lombardo, sta sollevando forti critiche. Alla protesta brianzola si è unito anche il coordinamento dei pendolari del Comasco, impegnato in una raccolta firme parallela destinata al presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana.

Tratta B2: i rischi per la viabilità locale e l’ambiente

La petizione mette in luce un paradosso: il progetto Pedemontana ha già ricevuto ingenti finanziamenti pubblici (statali e regionali), esenzioni fiscali e contributi pluriennali. Ciò nonostante, la futura tratta B2, che si innesterà sull’attuale Milano-Meda all’altezza di Lentate sul Seveso, sarà a pagamento.

Le conseguenze previste dai promotori della mobilitazione sono allarmanti:

  • Evasione del pedaggio: Il timore è che migliaia di automobilisti scelgano di riversarsi sulla rete stradale ordinaria per evitare i costi.

  • Congestione delle arterie secondarie: Vie già sature come la Comasina e la vecchia Valassina rischiano il collasso totale.

  • Impatto ambientale: Un aumento del traffico locale peggiorerebbe drasticamente la qualità dell’aria in una provincia, quella di Monza e Brianza, che già oggi detiene il triste primato per i livelli di Pm2.5 tra i più elevati d’Italia.

Le richieste: un tavolo tecnico per salvare la Milano-Meda

L’obiettivo della mobilitazione è spingere le istituzioni a un confronto immediato. La petizione chiede formalmente l’apertura di un tavolo tecnico che coinvolga:

  • Regione Lombardia e CAL (Concessioni Autostradali Lombarde);

  • Autostrade Pedemontana Lombarda;

  • Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Ministero dell’Economia e delle Finanze.

La finalità è individuare soluzioni tecniche e normative, come l’utilizzo dei Patti Aggiuntivi previo parere del Cipess (Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile), per eliminare la tariffazione sulla tratta esistente.

“Perché pagare per un’infrastruttura già esistente?”, recita uno dei passaggi chiave del documento. È questa la domanda che continua ad alimentare la protesta in Brianza, dove la difesa di una mobilità accessibile e gratuita è diventata una priorità assoluta per il territorio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
TAG ARTICOLO:

Potrebbe interessarti: