Domenica primo marzo, la parrocchia dei Santi Ippolito e Cassiano ha celebrato la posa della prima pietra del nuovo oratorio San Giovanni Bosco. Il cardinale Oscar Cantoni, vescovo della diocesi di Como, ha simbolicamente coperto di terra il manufatto posizionato sul vecchio campo da calcio, dando il via a un’opera attesa da tre anni. Il progetto è coordinato da una commissione di lavoro guidata da Vittore De Carli.

L’intervento richiede un investimento di circa 4 milioni di euro, di cui l’80% risulta già coperto grazie al sostegno di Regione Lombardia, Fondazione Cariplo e BCC Cantù.

La struttura è stata concepita con un focus centrale sull’inclusività, mirando a trasformarsi in un luogo di accoglienza capace di non lasciare indietro nessuno.

Autorità e istituzioni a sostegno del progetto
Alla cerimonia hanno partecipato numerose figure istituzionali accolte dal parroco don Flavio Crosta, dal vicario don Pietro Grandi, dal collaboratore don Alberto Dolcini e dal vicario foraneo don Sandro Vanoli. Tra i presenti:
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La ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli.
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La viceprefetto Anna Lucrezia Loizzo.
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Il presidente della Provincia di Como Fiorenzo Bongiasca.
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Il sindaco Simone Moretti.
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L’assessore regionale Alessandro Fermi.
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I consiglieri regionali Marisa Cesana e Angelo Orsenigo.
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Il consigliere di Fondazione Cariplo Enrico Lironi.
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Il presidente di BCC Cantù Angelo Porro e il direttore generale Massimo Dozio.
Visione educativa e inclusione sociale

La ministra Alessandra Locatelli ha sottolineato come l’opera rappresenti un punto di riferimento per il progetto di vita delle persone: “Vuole essere un punto di riferimento per tutti, dal punto di vista del progetto di vita delle persone. Stiamo andando in questa direzione: far emergere le potenzialità delle persone, non dobbiamo vedere i limiti. Dobbiamo guardare le capacità, le competenze e i talenti, trovare luoghi come questo che siano in grado di offrire opportunità”.

A nome dei cento giovani presenti, Giulia Grisetti ha descritto l’essenza della comunità parrocchiale: “Per tanto tempo siamo stati un oratorio che non c’era. Solo desiderio. Ci siamo riscoperti comunità. Senza muri abbiamo imparato a tenerci insieme. Senza tetto abbiamo imparato a farci casa. Abbiamo capito che un oratorio non inizia dal cemento ma dallo sguardo di chi vede in un ragazzo qualcosa per cui vale la pena spendersi”.
Il messaggio della chiesa e le prospettive future
Durante l’evento, Pietro Castellini ha letto un messaggio inviato da Papa Leone XIV. Successivamente, la celebrazione si è spostata nella chiesa parrocchiale per la messa presieduta dal cardinale Oscar Cantoni.
Nella sua omelia, il vescovo ha richiamato la fede di Abramo come motore per questa nuova partenza: “Avanti, dunque, per una nuova partenza, con la stessa fede di Abramo, come abbiamo ascoltato nella prima lettura. Chiamato a lasciare la propria terra e il suo contesto di vita, Abramo, nostro padre nella fede, si è lasciato condurre e portare là dove il Signore Dio lo ha portato. Anche noi possiamo metterci di nuovo in cammino come frutto di questa giornata. Con la benedizione della prima pietra del nostro oratorio, ambiente educativo a tutto campo, ci siamo proiettati in avanti, a beneficio delle generazioni che verranno, perché trovino un terreno adatto e possano sperimentare anch’essi la gioia di seguire Gesù, dono trasmesso dai loro padri”.
Il cardinale ha concluso definendo l’oratorio non come semplice luogo di svago, ma come uno spazio per progettare il futuro e rispondere alla sete di verità e amore dei giovani nel contesto attuale.