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Rapinese e gli ‘agronomi del Pd’, la replica: “Zanzi vicesindaco civico che poi si è candidato contro il Dem Galimberti”

Il sindaco di Como, Alessandro Rapinese, tornando sul caso dei ciliegi di via XX Settembre in diretta su Etv ha definito gli esperti intervenuti contro l’abbattimento delle piante “agronomi del Pd” (qui i dettagli). Poco prima sulla nostra pagina Facebook  aveva commentato così:

Il link postato dal sindaco di Como (questo articolo di Varesenews) riporta una polemica sull’abbattimento di alberi a Varese di cui è stato protagonista l’agronomo intervenuto nei giorni scorsi Daniele Zanzi, accusato pesantemente dall’architetto Michele Di Toro, vice presidente della commissione ambiente di Palazzo Estense. Zanzi era intervenuto così: Ciliegi, il video dell’agronomo: “Sindaco, si fermi. Sono allibito, abbattere queste piante è un crimine”.

L’altro esperto finito nel mirino del sindaco è stato Angelo Vavassori, agronomo e paesaggista tra i più autorevoli nel panorama nazionale che aveva detto: “Nessun ostacolo a piantare nuovi ciliegi in via XX Settembre”.

Tornando a Zanzi (anch’egli agronomo di fama internazionale con oltre quarant’anni di esperienza nella gestione del verde urbano), è stato l’estensore dell’ultima perizia richiesta dal comitato che vuole salvare i ciliegi: Como, nuova perizia del Comitato: “Quasi tutti i ciliegi in buona salute, nessuna ragione per abbatterli”. E di questo documento ha chiesto conto la giornalista Michela Vitale di diretta tv:

Vitale ha chiesto: “E’ arrivata una nuova perizia, visto che lei ha sempre detto che la vostra decisione si basava su un documento redatto da un professionista, è arrivato un professionista che contesta e critica il metodo di indagine e anche alcuni parametri. Questo documento viene preso in considerazione essendo di un altro tecnico anche abbastanza noto?”.

Risponde il primo cittadino: “Sì è noto perché era vicesindaco del Pd a Varese”. Vitale: “Al di là delle appartenenze politiche…”. Rapinese: “No, è strano. Mi permetto di far notare un aspetto che è sicuramente curioso. Lei guardi, uno degli agronomi che è anche famoso era vicesindaco del Pd di Varese. L’altro agronomo, sono due quelli che hanno mandato perizie eccetera, è un caso, è un caso…”. Vitale: “Ci sono 17 pagine comunque firmate da un professionista”.

Rapinese: “Aspetti, aspetti, aspetti, finirei se posso così diamo un’informazione ai cittadini. Il primo era vicesindaco di Varese del Pd, il secondo, Vavassori (qui i dettagli, Ndr), era stato candidato con Paco (lista civica di centrosinistra a Como, Ndr) e poi era stato candidato addirittura col Pd, è un caso, gli agronomi del Pd la vedono diversamente da quelli che oggi vanno in voga. Detto questo…”. Vitale: “Però noi non mettiamo in dubbio la professionalità”. Rapinese: “Ci mancherebbe ma infatti quello che le sto dicendo è che qui il tema politico è zero, ci sono dei validi funzionari dipendenti della Repubblica pagati con le sue tasse, con le mie tasse che stanno lavorando a questa pratica, di conseguenza non è una scelta politica come ho sempre detto e sicuramente come tutte le pratiche si sbloccherà”.

Questi i fatti degli ultimi giorni, necessaria premessa per arrivare alla mail che abbiamo ricevuto da parte di un lettore e che pubblichiamo interamente rispetto all’attività politica di Daniele Zanzi:

Gentile Direttore,

scrivo in riferimento alle recenti dichiarazioni del sindaco Rapinese, riprese senza particolare contraddittorio, nelle quali Daniele Zanzi viene definito come “esponente del PD”, con l’evidente intento di screditarne il ruolo di agronomo indipendente. I fatti, però, raccontano una realtà diversa e meritano di essere ricostruiti con precisione.

Daniele Zanzi è un esponente della lista civica Varese 2.0, non del Partito Democratico. Alle elezioni comunali del 2016 ha fatto parte di una coalizione di centrosinistra che ha eletto sindaco Davide Galimberti (PD), ricoprendo nel quinquennio 2016–2021 il ruolo di vicesindaco. Questo non lo ha mai reso un iscritto o un dirigente del PD, ma un rappresentante di una lista civica all’interno di una coalizione amministrativa.

Alle elezioni successive, nel 2021, Zanzi si è candidato sindaco in autonomia con la propria lista civica, correndo contro lo stesso Galimberti, candidato del PD. Un fatto difficilmente compatibile con la narrazione che oggi lo vorrebbe “uomo del PD”.

Definire Zanzi come esponente del Partito Democratico non è quindi una semplificazione innocua, ma una forzatura politica che rischia di trasformarsi in disinformazione, soprattutto quando viene utilizzata per mettere in dubbio la sua autonomia professionale e tecnica.

Sarebbe auspicabile che, su temi delicati come il verde urbano e le competenze tecniche, il confronto si basasse sui contenuti e sui fatti, non su etichette politiche improprie che finiscono per essere ripetute e accettate come verità.

Confidando che il vostro giornale voglia contribuire a una corretta ricostruzione dei fatti, porgo cordiali saluti.
Andrea Crosato

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