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Referendum sulla Giustizia, presentati i Comitati comaschi per il Si. Annunciate risorse per Tribunale e carcere

Presentazione ufficiale quest’oggi per i primi tre Comitati Comaschi per il Si al Referendum sulla Giustizia del 22 e 23 marzo prossimi, che ha visto la partecipazione del viceministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto insieme con il deputato Alessandro Sorte, segretario regionale di Forza Italia, il parlamentare comasco di Forza Italia Paolo Emilio Russo, il consigliere regionale e segretario provinciale Sergio Gaddi e il consigliere regionale Marisa Cesana.

Alla presentazione sono intervenuti i presidenti dei tre comitati lariani a sostegno del sì al referendum Paolo Benzoni, Massimo Morini e Andrea Uguzzoni.

Il viceministro Francesco Paolo Sisto ha messo in luce quanto la riforma sottoposta alla conferma referendaria sia un fatto storico e sia stata scritta nel pieno rispetto dei valori costituzionali, laddove invece il fronte del no insiste su obiezioni che non trovano riscontro con quanto le norme prescrivono.

“Si tratta di una partita che non possiamo permetterci di perdere e che intendiamo giocare fino al novantesimo minuto”, ha detto Sisto.

Importante per il Lario quanto il viceministro ha precisato in merito agli investimenti sull’efficienza della giustizia, con importanti ricadute sul Tribunale e sul carcere di Como: quasi novemila persone assunte dal sistema giustizia per renderlo più efficiente. E pene alternative per ridurre il sovraffollamento delle carceri.

“Sulla giustizia lo sforzo del Governo è enorme, quasi due miliardi di euro per stabilizzare i precari e quindi velocizzare i processi”.

Per la situazione di crisi del carcere del Bassone di Como, su cui si è reso disponibile a un ulteriore confronto pubblico, Sisto ha richiamato i provvedimenti in atto “per riorganizzare gli spazi, per la manutenzione straordinaria delle carceri e la redistribuzione dei detenuti – stiamo destinando a sedi alternative ottomila detenuti tossicodipendenti – al fine di ridurre il sovraffollamento. Il detenuto ha due patologie, la depressione che deriva da una vita priva di scopo, e lo sdegno originato da condizioni non dignitose”.

Tornando alle ragioni del Sì, “non è una riforma che stravolge, divisiva: va nella direzione dell’efficienza e della meritocrazia. È al contrario inclusiva: lo dimostra l’adesione alle ragioni del sì di molti magistrati, avvocati, docenti, esponenti politici di sinistra coerenti con la loro storia”, ha detto l’onorevole Paolo Emilio Russo.

Nel suo intervento l’onorevole Alessandro Sorte ha da parte sua spronato i comitati comaschi a farsi promotori capillari delle ragioni del sì al referendum, anche se i sondaggi paiono favorevoli alla vittoria della riforma.

“L’appuntamento referendario ha una forte valenza simbolica, sosteniamo la madre di tutte le riforme e l’obiettivo del sì rappresenta una conquista di civiltà giuridica – ha detto Sergio Gaddi – Ci apprestiamo a realizzare il grande sogno di Silvio Berlusconi non contro una categoria, i magistrati, ma nell’interesse di tutta la cittadinanza”.

Da parte sua Marisa Cesana, che fa parte con Gaddi di uno dei tre comitati per il sì, ha sottolineato “la necessità di presentare per tempo e in modo diffuso e capillare sul territorio comasco tutte le ragioni a favore della riforma, con iniziative in grado di parlare in modo convincente a una platea il più ampia e variegata possibile”.

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