Ricorso respinto. Parliamo dell’azione portata al Tar dagli avvocati Maria Cristina Forgione e Massimo Forgione per conto di alcune famiglie contro la decisione dell’amministrazione del sindaco Alessandro Rapinese (nell’ambito del più ampio piano di riorganizzazione delle scuole e di altri ricorsi presentati, qui i dettagli) di chiudere la scuola de Calboli di via Brogeda a Ponte Chiasso (all’inizio del dicembre scorso).
Il riferimento naturalmente è la delibera del consiglio comunale numero 82 del 10 ottobre 2025 “Piano di riorganizzazione della rete delle istituzioni scolastiche 2026/2027” pubblicata all’Albo Pretorio del Comune lo scorso 3 ottobre e le successive approvazioni a livello provinciale e regionale. In sintesi (ma sotto trovate tutto) si legge tra i vari punti del dispositivo:
Per condivisibile orientamento giurisprudenziale (cfr. Cons. Stato, Sez. VII, 25 giugno 2025, n. 5511), i provvedimenti di dimensionamento scolastico non richiedono una particolare motivazione, trattandosi di scelte discrezionali riguardanti la programmazione della rete scolastica, che risultano ex se motivate sulla base dei criteri generali di ordine tecnico-discrezionale seguiti nella predisposizione del piano di dimensionamento scolastico, e sindacabili soltanto se affette da errori o da profili di irrazionalità o irragionevolezza.
E ancora più specifico:
Nel caso di specie, non paiono sussistere i suddetti vizi, alla luce di quanto emerge dalla Relazione tecnica di dimensionamento 2026/27, richiamata nella delibera comunale impugnata, con riguardo all’effettivo grado di utilizzo degli edifici scolastici coinvolti e alla distribuzione degli alunni sul territorio, nonché in relazione alla continuità del percorso educativo degli studenti
E dunque: “Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Quinta) respinge la domanda cautelare“. Domanda cautelare appunto, quindi per i legali resta aperta la possibilità di discutere con gli altri ricorsi contro la chiusura delle scuole cittadine il prossimo 28 aprile. In questo senso si attende una posizione ufficiale.
Da notare infine come i togati amministrativi evidenzino un errore materiale dei legali, scrivono infatti:
Sussistono dubbi sull’ammissibilità del gravame, essendo stata impugnatala deliberazione del Consiglio provinciale n. 155 del 16 ottobre 2025, avente ad oggetto gli indirizzi di studio delle scuole e dei centri diformazione del 2^ ciclo di istruzione, anziché quella n. 45 del 16 ottobre2025, avente ad oggetto l’organizzazione della rete delle istituzioni scolastiche per l’a.s. 2026/2027;
Successivamente è arrivata una nota dell’avvocato Massimo Forgione: “Il Tar non ha concesso la sospensiva ma non si è pronunciato sul merito. In realtà era stato chiesto alla difesa dell’istituto scolastico se volesse rinunciare alla domanda di sospensiva per poi discutere nel merito la questione relativa alla chiusura nella data in cui saranno discusse anche le altre chiusure. La difesa ha risposto negativamente in quanto ciò non comporta e non comportava preclusioni. Il Tar ha rigettato solo la sospensiva evidenziando il basso numero di studenti. Pertanto è ancora possibile – e lo si deciderà con i genitori – procedere nel merito in quanto non sono rigettate le ragioni – nel merito – dell’Istituto ma semplicemente allo stato non vi è un pericolo che possa derivare dalla chiusura”.
Ecco il documento completo:
Tar-De-Calboli-Conversione