Il vertice tenutosi lunedì 2 marzo presso la Regione Lombardia ha definito le traiettorie strategiche per il sito di Agrate Brianza di STMicroelectronics, (tra i principali produttori mondiali di semiconduttori). Il polo tecnologico, ricordiamo, impiega oltre 5.000 addetti. Al centro del dibattito tra la proprietà, le sigle sindacali e le rappresentanze politiche regionali, figurano la continuità operativa degli impianti e la gestione delle criticità occupazionali.
Per l’azienda i ricavi annuali 2024, riporta Italia-Informa: “Si sono attestati a 13,27 miliardi di dollari, registrando un calo del 23,2% rispetto al 2023. Il dato più preoccupante, però, riguarda l’utile netto, crollato del 63% a 1,56 miliardi di dollari, mentre il margine operativo è passato dal 26,7% al 12,6%”.
Strategia aziendale e pianificazione finanziaria 2025-2034
La multinazionale STMicroelectronics ha formalizzato la centralità del polo Agrate-Castelletto per le direttrici di produzione e ricerca e sviluppo (R&D). Il piano industriale prevede un’evoluzione del mix produttivo articolata in due fasi temporali:
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2025-2027: stanziamento di 1,5 miliardi di dollari in investimenti già confermati.
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2028-2034: previsione di ulteriori 2,8 miliardi di dollari finalizzati all’incremento della capacità produttiva — con l’obiettivo di raggiungere le 14.000 fette entro il 2034 — e al potenziamento della ricerca.
L’attuazione della seconda fase rimane vincolata alla reale domanda di mercato e all’ottenimento di sovvenzioni tramite l’EU Chip Act 2.0, stimate in circa il 40% dei costi ammissibili. In questo scenario, l’azienda prevede un livello occupazionale stabile al 2034, da attuarsi mediante processi di riqualificazione e turnover.
Parallelamente, è stato disposto lo slittamento di un anno per la dismissione degli impianti AG8 ed EWS, ora programmata rispettivamente per il terzo e quarto trimestre del 2026. Sul fronte dell’innovazione, il sito di Castelletto ospiterà il nuovo centro R&D Digital Twin, che comporterà l’assunzione di 250 profili STEM entro il 2030.
Analisi e posizioni dei gruppi consiliari
Le forze politiche regionali hanno espresso valutazioni differenziate sulla solidità delle garanzie ricevute durante il confronto.
Movimento 5 Stelle: focus su squilibrio occupazionale e ammortizzatori
Paola Pizzighini, esponente del Movimento 5 Stelle, riconosce il valore del nuovo piano industriale ma evidenzia criticità strutturali: “La presentazione di un piano strutturato, con investimenti, aumento della capacità produttiva e rafforzamento di ricerca e sviluppo, rappresenta un cambio di passo evidente rispetto ai mesi scorsi e questo risultato è frutto della mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori e dell’azione sindacale, che hanno imposto un confronto vero sul futuro del sito”.
Secondo Pizzighini, la chiusura di reparti come AG8 ed EWS coinvolge oltre 2.200 addetti, a fronte di soli 500 nuovi inserimenti previsti nel segmento a 12 pollici. “Chiediamo quindi che venga valutato uno slittamento della dismissione di AG8 almeno al 2028, per mettere davvero in sicurezza l’occupazione nella fase più delicata; che in sede ministeriale siano formalizzati impegni chiari e vincolanti su investimenti, volumi produttivi e livelli occupazionali; che la riqualificazione professionale sia concreta e strutturata, accompagnata da adeguato reddito di transizione e, se necessario, da una riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario”.
Forza Italia: azzeramento dei licenziamenti e continuità territoriale
Per Jacopo Dozio, consigliere di Forza Italia, l’esito del tavolo rappresenta un successo istituzionale: “Sono stati fatti passi in avanti importantissimi sul caso di ST Microelectronics, dove i licenziamenti sono stati azzerati per il sito di Agrate e sono previsti investimenti significativi nella produzione. Questo è un risultato importante per mantenere un’eccellenza tecnologica in Brianza grazie all’impegno del Governo e di Regione Lombardia”. Dozio sottolinea come il superamento dei timori occupazionali iniziali permetta ora di guardare con fiducia a un settore considerato asset strategico nazionale.
Alleanza Verdi Sinistra: necessità di un coordinamento nazionale
Onorio Rosati, rappresentante di Alleanza Verdi Sinistra, pur accogliendo favorevolmente i progressi, invita alla cautela: “Compiuti passi in avanti, che vanno ora consolidati. Serve un tavolo nazionale ministeriale e occorre gestire questa delicata fase che vede ancora aperto il problema del saldo occupazionale negativo che coinvolge il reparto AG8”.
Lega: efficacia della sinergia tra istituzioni
I consiglieri Alessandro Corbetta e Silvia Scurati (Lega) rivendicano il ruolo della Regione nel determinare il cambio di rotta aziendale: “Il fatto che oggi si parli di un piano industriale chiaro, con orizzonte fino al 2034, nuovi investimenti, rafforzamento della ricerca e sviluppo e senza esuberi, dimostra che la strada intrapresa è quella giusta. Ora la Regione continuerà a vigilare affinché la pianificazione industriale sia coerente con la strategicità del settore e con la tutela dell’occupazione del sito di Agrate”. Il gruppo ha espresso un ringraziamento formale all’assessore Guido Guidesi per la conduzione delle trattative.
Noi Moderati: difesa dell’autonomia industriale lombarda
Martina Sassoli, consigliera di Noi Moderati, inserisce la vicenda in un contesto di competizione territoriale: “Solo pochi mesi fa lo scenario era ben diverso: si parlava di esuberi e di un possibile ridimensionamento che avrebbe colpito una delle realtà più avanzate della ricerca e sviluppo non solo lombarda ma anche europea. Oggi, invece, gli esuberi sono stati ritirati e gli investimenti confermati”.
Sassoli evidenzia inoltre la complessità del confronto interno al perimetro nazionale: “Il sito di Catania, infatti, aveva ottenuto garanzie occupazionali e industriali in sede ministeriale prima di Agrate. Questo ha reso ancora più evidente la necessità di far sentire con forza la voce della Lombardia”. Per la consigliera, la salvaguardia di Agrate non è una mera gestione emergenziale, ma una scelta di politica industriale di lungo termine.