Il problema si sta sempre più espandendo. Solo alcune settimane fa segnalavamo come i Cantoni svizzeri non rimborsino più ai frontalieri residenti in Italia l’imposta alla fonte prelevata sul capitale LPP al momento del suo riscatto.
Problema, nato nel 2024 in Canton Ticino, che si è oggi esteso anche agli altri Cantoni e può quindi interessare potenzialmente tutti i frontalieri. E così chi ha ritirato o intende ritirare il capitale della previdenza professionale svizzera potrebbe trovarsi davanti a una sorpresa fiscale. Da circa un anno il Ticino non concede più il rimborso dell’imposta alla fonte ai residenti in Italia. Scelta contestata dai sindacati perchè potrebbe avere conseguenze potenzialmente rilevanti per migliaia di frontalieri.
E allora nascono le cause seguite dall’Organizzazione Cristiano-Sociale Ticinese (OCST), rapidamente diventati diverse decine, culminando nella scelta strategica di promuovere una causa pilota davanti alla Camera di diritto tributario del Canton Ticino.
Al centro della controversia – come detto- vi è la nuova prassi fiscale svizzera legata al riscatto del capitale del secondo pilastro (LPP). Sul piano pratico, la decisione comporta una doppia trattenuta: la Svizzera non restituisce il prelievo alla fonte — che si attesta mediamente attorno al 7% — e il contribuente si trova a pagare contemporaneamente anche l’imposta sostitutiva del 5% in Italia sul medesimo capitale.
Nonostante la sovrapposizione fiscale, il capo della Divisione delle contribuzioni del Canton Ticino ridimensiona l’impatto dell’onere complessivo: “Durante gli anni di attività, i contributi AVS e LPP dei frontalieri sono stati dedotti dall’imposta alla fonte. Al momento del riscatto, un onere complessivo nell’ordine del 12% non appare sproporzionato”.
Netta la replica del sindacato Ocst che sottolinea come il 5% non sia un’esenzione, ma un’imposta prevista dalla legislazione italiana, cui il capitale LPP è effettivamente assoggettato.
Il contenzioso giudiziario e la procedura amichevole tra Italia e Svizzera
Dopo aver affiancato diversi associati nei reclami formali contro i dinieghi opposti dal fisco ticinese, nel giugno 2026 l’OCST ha promosso una causa pilota dinanzi alla Camera di diritto tributario del Canton Ticino, il cui procedimento risulta attualmente pendente.
Nel frattempo, alcuni contribuenti hanno tentato la via della procedura amichevole prevista dal testo convenzionale. Ciononostante, i ministeri e le autorità dei due Paesi hanno giudicato legittimo il prelievo applicato da entrambi gli Stati, avallando la tesi svizzera.
I tempi della decisione e gli scenari futuri
Un primo verdetto potrebbe giungere nel corso del 2027, anno in cui l’Ocst attende la pronuncia della Camera di diritto tributario cantonale sul ricorso pilota. Tuttavia, il giudizio non metterà automaticamente un punto definitivo alla vicenda. Intanto chi intende ritirare il capitale della previdenza professionale dovrà fare i conti con un quadro fiscale diverso rispetto al passato.
