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Troppi furti in Ticino: “Colpa delle dogane non presidiate. Più controlli o finiremo come Milano”

Il tema è di quelli che ciclicamente si ripresentano lungo la linea di confine. Ovvero l’insicurezza di certe dogane non presidiate, dalle quali transiterebbero senza rischi i malviventi in arrivo dall’Italia per andare a colpire in Ticino.

E così ancora una volta – dopo una serie di furti (7 episodi recenti in pochi giorni nel Mendrisiotto con colpi in abitazioni e negozi), si torna a chiedere a gran voce, da parte del Movimento Giovani Leghisti, maggiori controlli alle dogane a causa della vicinanza con l’Italia.

“La facilità con cui i malviventi, non residenti, riescono ad attraversare il confine per commettere reati è preoccupante”. Secondo il Movimento “questo incremento di attività criminali non sono una novità nel nostro Ticino e confermano interrogativi già sollevati dalla Lega dei Ticinesi sulla sicurezza del nostro cantone, una regione di confine particolarmente esposta a reati transfrontalieri”, prosegue la nota.

E sicuramente “la presenza di dogane non presidiate facilitano l’ingresso e la fuga di criminali stranieri, rendendo il nostro territorio un bersaglio privilegiato. La posizione geografica del Ticino, confinante con regioni densamente popolate come la Lombardia, aumenta il rischio di infiltrazioni criminali stranieri”

Da qui la richiesta di rafforzare i controlli alle frontiere e in tutto il territorio cantonale. “Un presidio più efficace delle dogane e una maggiore collaborazione tra le forze dell’ordine svizzere e italiane sicuramente aiuterebbero il territorio ticinese a non essere preso di mira. Inoltre, l’implementazione di tecnologie avanzate di sorveglianza e il potenziamento delle risorse dedicate alla sicurezza interna sono misure necessarie per proteggere la nostra comunità prima di ritrovarci come la vicina Milano”.

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